Marinerie siciliane in protesta: sit‑in oggi al porto contro crisi e rincari

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Pescatori fermi da giorni: “Situazione insostenibile, servono aiuti immediati”

Giornata di forte tensione nei porti siciliani, dove questa mattina le marinerie hanno organizzato un sit‑in di protesta per denunciare una crisi ormai fuori controllo. Nel documento presentato oggi a Palermo, i rappresentanti delle marinerie di Sciacca, Porto Empedocle, Licata, Scoglitti, Pozzallo, Porto Palo, Siracusa e Catania ricordano che «oggi in gran parte sono ferme in porto» e in stato di agitazione da giorni. La mobilitazione nasce da una combinazione di fattori che ha messo in ginocchio l’intero comparto: «mesi di condizioni meteomarine avverse» con fondali invasi da detriti e mucillagine, e il recente conflitto in Medio Oriente che ha fatto schizzare il prezzo del gasolio marino oltre 1,10 euro al litro, quasi il doppio rispetto ai mesi precedenti. Le marinerie chiedono interventi immediati: sostegni economici tramite fondi regionali e comunitari (misura ex 5.68 e FEAMPA), un nuovo fondo di solidarietà, prestiti ponte senza interessi tramite IRFIS, un tavolo con i parlamentari europei sui regolamenti UE che limitano le attività nei mari chiusi, l’attivazione dei nuovi piani di gestione e la difesa del Canale di Sicilia dai progetti di parchi eolici offshore. La protesta di oggi al porto segna l’inizio di una fase di mobilitazione che potrebbe estendersi nei prossimi giorni se non arriveranno risposte concrete dalle istituzioni regionali e nazionali.