Cittadino lancia sfida sui social ma nella sua casa viene scoperto allaccio abusivo

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Un video di “ribellione” diventa la prova dell’irregolarità. AICA e Forze dell’Ordine scoprono furto d’acqua e scarichi fognari illegali. Scatta la denuncia.

Prima il video sui social per vantare un sistema di approvvigionamento idrico “alternativo”, poi l’invito alla rivolta fiscale: “Non pagate il servizio”. Una provocazione che voleva essere una sfida alle istituzioni, ma che si è trasformata in un clamoroso autogol per un cittadino di Ravanusa, finito nel mirino di AICA e delle Forze dell’Ordine. Quello che l’autore del video immaginava come un gesto di spavalderia digitale è diventato invece la prova più evidente di un’irregolarità che andava avanti da oltre dieci anni. I tecnici dell’azienda idrica, dopo aver visionato il filmato, hanno avviato verifiche incrociate scoprendo che l’uomo non risultava titolare di alcun contratto di fornitura idrica dal 2013. Un decennio di consumi non dichiarati, nascosti dietro un allaccio di fatto inesistente. La situazione è precipitata questa mattina, quando gli ispettori di AICA, accompagnati dai militari, hanno effettuato un sopralluogo nell’abitazione. Non solo è stata confermata l’assenza di un regolare allaccio idrico, ma è emersa un’irregolarità ancora più grave: l’immissione non autorizzata di reflui fognari nel sistema pubblico, senza alcun contratto per il servizio idrico integrato. Un quadro che, oltre al danno economico, configura un potenziale rischio ambientale. AICA ha scelto la linea dura. Mentre il video continuava a circolare sui social, gli uffici legali dell’azienda hanno predisposto una denuncia alla Procura della Repubblica di Agrigento. L’azienda non punta solo a contestare l’allaccio abusivo, ma anche il messaggio veicolato pubblicamente: un invito all’illegalità che rischia di alimentare comportamenti imitativi e di minare il rispetto delle regole. “Si tratta di un episodio di estrema gravità — spiegano da AICA — non solo per le violazioni riscontrate, ma per il tentativo di legittimare pubblicamente pratiche illegali, dannose per l’intera collettività”. Il caso di Ravanusa, nato quasi per caso dal monitoraggio del web, potrebbe essere solo l’inizio. L’azienda ha annunciato controlli a tappeto su tutto il territorio provinciale per individuare altre situazioni analoghe di evasione e abusivismo.