Un primo utile passo in avanti per un rapporto equilibrato e trasparente tra Aica, Siciliacque e Regione siciliana. Le diatribe si risolvono con la ragione
La riunione palermitana tra la Regione siciliana, Aica e Siciliacque, svoltasi ieri, sui rapporti scoppiettanti tra i due gestori del servizio idrico, ha impresso un nuovo ed inedito capitolo. Una riunione che è un passo avanti significativo e che pone al centro delle diatribe l’uso della ragione e non della forza o dei ricatti di dimunuizione della fornitura dell’acqua
PALERMO- Danila Nobile, la presidente di Aica (la siocietà pubblica formata dai soci Comuni della provincia agrigentina), che gestisce il servizio idrico integrato nel territorio agrigentino, ha il merito di credere nella forza della ragione, dei documenti e dei fatti. Una determinazione, quella della Nobile, che non si è riscontrata nei membri dei precedenti Consigli di Amministrazione, dove la rassegnazione sembrava prevalare sulla forza del fare, sulla forza di correggere una rotta iniziale di Aica sbagliata. Aica, con la determinazione di Danila Nobile, conquista un ruolo dignitoso, di pari dignità con il gestore di sovrambito, Siciliacque che opera, palesemente, con una forza che spesso fa il paio con l’arroganza. Una forza che, putroppo, fino a qualche mese fa è stata quasi confortata dalla Regione che detiene il 26% delle quote, e, quindi, è in società con Siciliacque. Una presenza che dovrebbe, quella della Regione, garantire l’interesse della comunità, dei cittadini siciliani.
Ieri, dopo diverse sollecitazione da parte di Danila Nobile, si è svolta una prima riunione tra Regione siciliana, Aica e Siciliacque. Una riunione che il presidente della Regione, Renato Schifani, ha fatto propria per sovraintendere ad un contenzioso che potrebbe essere, senza difficoltà, condotto sul solco della ragione e non della forza o delle minacce. La riunione è stata convocata dall’assessore Francesco Colianni. Una riunione, la prima, dove, come è normale che avvenga, le parti hanno esposto le proprie ragioni. Dunque, una riunione in cui si è ragionato e certamente non è stato eretto un “muro contro muro”. L’assessore Colianni è stato un perfetto arbitro sollecitando le parti ad un confronto moderato edificato a un fine costruttivo.
Intanto, il primo passo ha portato alla stesura di un calendario di incontri bilaterali. AICA e Siciliacque si incontrenanno giovedì prossimo. Poi sarà la volta di incontri separati con l’assessorato. L’incontro tra Aica e Assessorato è previsto per martedì prossimo.
La riunione ha certificato, intanto, un risultato importante: la Regione non solo non ha espresso alcun diniego, ma non ha chiuso nessuna ipotesi. La Regione ha calato la ragione tracciando un percorso trasparente, concreto e responsabile per giungere ad una soluzione.
Per quanto riguarda le condizioni della finanziaria, Danila Nobile, nel suo video pubblicato sui social, spiega che “basta leggere la norma per capire che si tratta di una ricostruzione tendenziosa. Le condizioni previste dalla legge finanziaria riguardano un arco temporale triennale durante il quale il gestore deve progressivamente rientrare in equilibrio. Non riguarda l’oggi e non prevede alcun automatismo o penalizzazione immediata. Chi sostiene il contrario sta deliberatamente alterando il senso della norma e generando allarmismi ingiustificati tra i cittadini”.
Sull’agenda degli incontri ci sono i 20 milioni di euro stanziati per debiti certi, la questioni del dissalatore di Porto Empedocle, la questione dell’acquedotto Favara di Burgio. “AICA- evidenzia la Nobile- continuerà a lavorare con serietà e trasparenza, senza alzare i toni ma anche senza accettare letture distorte che non rendono giustizia ai fatti, alle istituzioni e alla comunità rappresentata. Il percorso è tracciato, la soluzione si costruisce con i fatti concreti, con i titoli ad effetto che qualcuno continua a sfornare”.





