Svimez lancia l’allarme: “Il Sud rischia di essere schiacciato”

La nuova legge sui Lep rischia di ampliare i divari territoriali invece di colmarli La...

La nuova legge sui Lep rischia di ampliare i divari territoriali invece di colmarli

La Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno), ascoltata in Commissione Affari costituzionali del Senato, ha acceso un faro preoccupante sul disegno di legge delega che dovrebbe definire i Livelli essenziali delle prestazioni. Il direttore generale Luca Bianchi e il consigliere scientifico Carmelo Petraglia hanno ricordato che la Corte costituzionale ha già bocciato la legge 86 del 2024 per l’impostazione troppo generica e uniforme, incapace di tenere conto delle differenze tra territori e materie, dalla sanità alla scuola. Il nuovo testo, invece di correggere la rotta, secondo la Svimez peggiora ulteriormente: lega la definizione dei Lep alla logica dell’autonomia differenziata, quando dovrebbe essere lo strumento per superare i divari territoriali e garantire diritti civili e sociali uguali in tutto il Paese. Una legge coerente con la Costituzione, sottolineano, dovrebbe ancorare i Lep al federalismo fiscale delineato dalla legge 42 del 2009, non trasformarli in un passaggio tecnico per trasferire nuove funzioni alle Regioni più forti. La delega, inoltre, interviene su un numero eccessivamente ampio di funzioni statali, mentre è probabile che le Regioni richiedano competenze solo in alcuni ambiti. Per questo la Svimez chiede un quadro unitario e chiaro per la determinazione e il finanziamento dei Lep, evitando sovrapposizioni tra due percorsi divergenti: da un lato la corsa ai Lep funzionali alla devoluzione, dall’altro un federalismo fiscale che procede lentamente, con interventi parziali e senza adeguate coperture, come dimostrato dall’ultima Manovra.

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