Stangata di primavera su telefonia e pacchetti TV

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Rincari fino a 60 euro l’anno per linea: famiglie italiane sotto pressione

La primavera 2026 porta aumenti significativi su mobile, rete fissa e servizi televisivi. Tra aprile e giugno, i principali operatori hanno annunciato rimodulazioni che peseranno sulle tasche degli utenti: per il mobile i rincari vanno da +0,95 a +3,99 euro al mese, mentre per alcuni pacchetti TV si arriva fino a +48 euro annui. La causa è un mix di inflazione e fine della lunga guerra dei prezzi, con le compagnie orientate a incrementare il valore medio per cliente per sostenere gli investimenti in 5G, fibra e contenuti streaming. Secondo le stime di Codacons e Assium, l’impatto medio per linea oscillerà tra +12 e +60 euro l’anno, contribuendo a una spesa complessiva delle famiglie che supera i 22 miliardi di euro. TIM aumenterà la rete fissa fino a +2,99 euro mensili e ritoccherà TIMVISION da maggio e giugno. Fastweb applicherà da aprile incrementi fino a +3 euro su fisso e mobile. WindTre introdurrà maggiorazioni di circa +2 euro al mese, mentre Vodafone prevede nuovi aumenti fino a +3,99 euro per parte della clientela mobile. Gli utenti possono però esercitare il diritto di recesso senza penali entro 60 giorni dalla comunicazione della modifica contrattuale. È fondamentale controllare con attenzione le fatture di marzo e aprile, l’area clienti e gli SMS informativi. Valutare gli aumenti complessivi tra mobile, fisso e TV e confrontarli con le offerte alternative può ridurre o annullare l’impatto dei rincari.