Sicilia tra spopolamento e lavoro precario: il Rendiconto INPS 2024 fotografa una regione in bilico
L’isola continua a perdere popolazione giovane e attiva. È questo uno dei dati più allarmanti emersi dal Rendiconto sociale regionale INPS 2024, presentato a Palazzo dei Normanni dalla presidente del Comitato regionale INPS Sicilia, Valeria Tranchina
Secondo il rapporto Inps, la Sicilia registra un saldo demografico negativo: aumentano i decessi, calano le nascite e si intensifica l’emigrazione giovanile, soprattutto nella fascia d’età 18-39 anni, sia maschile che femminile. Un trend che si è aggravato rispetto ai due decenni precedenti, con un flusso crescente verso l’estero e le altre regioni italiane.
Sul fronte economico, la presidente Tranchina ha evidenziato una lieve ripresa del PIL regionale e un modesto aumento dell’occupazione rispetto al 2023. Tuttavia, la qualità del lavoro resta fragile: la maggior parte delle nuove assunzioni riguarda contratti a termine, stagionali, intermittenti o in somministrazione, concentrati nei settori del commercio, trasporti, logistica, ristorazione e costruzioni.
Altro dato critico è la diminuzione del numero di imprese, con il 96% rappresentato da microimprese, spesso prive di solidità strutturale e capacità di crescita. “Nonostante alcuni segnali positivi – ha dichiarato Roberto Ghiselli, presidente del CIV INPS – dobbiamo prestare attenzione a indicatori che restano fragili, come la precarietà delle nuove assunzioni”.
Il quadro che emerge è quello di una regione con luci e ombre: da un lato, segnali di resilienza e attrattività per nuovi investimenti; dall’altro, un tessuto sociale ed economico ancora fragile, con un ricambio generazionale debole e un mercato del lavoro instabile. La stessa Tranchina ha sottolineato la necessità di rafforzare le pubbliche amministrazioni, investire in formazione e costruire un sistema a rete tra istituzioni, imprese, scuola e terzo settore per rilanciare il territorio in modo condiviso e sostenibile





