Siccità, la mossa decisiva: prorogato l’impianto che rifornisce l’Agrigentino
Atto d’urgenza per mantenere attiva la “Fase 1” del dissalatore: senza proroga migliaia di cittadini sarebbero rimasti senz’acqua.
Il nuovo commissario straordinario contro la siccità in Sicilia, Fabio Ciciliano, ha firmato il suo primo atto: un decreto urgente che evita lo spegnimento del dissalatore mobile di Porto Empedocle, struttura da 96 litri al secondo fondamentale per l’approvvigionamento idrico dell’Agrigentino. Senza la proroga, da oggi Siciliacque avrebbe dovuto interrompere la “Fase 1”, lasciando a secco migliaia di famiglie in un territorio già provato da anni di emergenza. Il provvedimento, adottato in deroga alle procedure ordinarie, estende l’esercizio provvisorio fino al 30 ottobre 2026 “a tutela della continuità dell’approvvigionamento”. Una scelta necessaria per evitare un’estate di rubinetti asciutti, irrigazione bloccata e ricorso massiccio alle autobotti. L’impianto rientra nel piano da 100 milioni di euro destinato ai tre dissalatori strategici di Porto Empedocle, Trapani e Gela, finanziati con fondi FSC e risorse regionali. In parallelo, l’Università di Palermo monitorerà l’impatto ambientale delle salamoie, garantendo controlli continui sul corpo idrico ricettore. Se la nuova condotta sottomarina sarà completata in anticipo, scatterà la “Fase 2”, più stabile ed efficiente. La Sicilia resta in piena emergenza idrica: i dissalatori sono la risposta infrastrutturale più immediata, mentre si attendono interventi su reti colabrodo e invasi ormai insufficienti. L’estate 2026 si avvicina e l’obiettivo è uno solo: evitare nuovi scenari di crisi.





