SI DECIDE PER TRE GRANDI IMPIANTI DI PRODUZINE ENERGIA DA FONTE ALTERNATIVA. SCIACCA DEVASTATA?

Un impianto fotovoltaico di 3,31 MW della proponente Solar Energy; un impianto fotovoltaico di 20,4 Mw della proponente Asja Ambiente Italia; un impianto Eolico di 16 Mw della proponente Asja Ambiente Italia. Questi sono i “mostri” che dovranno essere realizzati sul territorio di Sciacca per produrre energia da fonte alternativa.

La Cgil Camera del Lavoro di Sciacca, Italia Nostra, L’Altra Sciacca, comunicano che nei giorni 09/01/2012 e 16/01/2012 presso gli uffici dell’Assessorato di Palermo si svolgereanno le conferenze di servizio.

Le associazioni  “esprimono, pur essendo fortemente favorevoli ad iniziative relative alla produzione di energia elettrica da fonti alternative, la loro preoccupazione per il numero e le modalità con cui questi impianti vengono installati nel territorio”.

In buona sostanza le associazioni contestano fortemente è:

– L’assenza di forme di partecipazione della popolazione o dei propri rappresentanti (Consiglieri comunali) nei processi decisionali;

– L’assenza di programmazione nella scelta della tipologia dell’impianto e della sua ubicazione;

– L’assenza delle opere di Mitigazione e Compensazione nella gran parte degli impianti autorizzati;

– L’assenza di alcun ritorno economico per la popolazione costretta a subire gli impatti che tali impianti danno;

– Il danno paesaggistico che alcuni di questi impianti hanno (in particolare l’eolico con pale alte fino a 150 metri) sopratutto in relazione alla loro ubicazione;

– La non reversibilità di alcuni interventi ( ad es l’inamovibilità delle fondazioni delle torri eoliche). 

La nota delle tre associazioni continua sottolineando che “tranne che per l’episodio del Parco Eolico il Cassero, fatto oggetto di una convegno al quale era stata invitata tutta la popolazione e di una determina del Consiglio Comunale, si deve fare presente che per gli impianti costruiti nel nostro territorio non è stata mai interpellata la popolazione di Sciacca, pur avendo tali impianti un forte impatto paesaggistico che può, in taluni casi, andare contro la vocazione turistica della nostra città. E’ purtroppo sotto gli occhi di ogni saccense la deturpazione che è stata perpetrata al paesaggio dalle pale eoliche e le relative strade di accesso sulle montagne attorno a Sciacca. Ed anche i grandi impianti fotovoltaici, in gran numero già costruiti nel nostro territorio, pur avendo un impatto più localizzato delle pale eoliche, possono interferire col paesaggio e con la vocazione turistica e agricola, in particolare se essi sono localizzati in zone densamente abitate o ancora peggio turistiche”.

Allarma la grandezza degli impinati proposti. “In particolar modo- continuano le associazioni-  se le estensioni sono clamorosamente grandi come l’impianto proposto da Asja Ambiente Italia ( 20,40 Mw con un estensione stimata da noi dai 20 ai 60 ettari!!!!), o l’impianto da 16 Mw, che prevede l’installazione di 8 megapale eoliche da 150 mt, visibili da tutto il territorio saccense. Duole inoltre fare notare che precisi ed inviolabili diritti della popolazione, sanciti dalla normativa vigente, in particolare l’obbligo per chi va a creare un impatto ambientale (anche semplicemente paesaggistico) di effettuare le opere di mitigazione e compensazione, non è stato fatto valere nelle sedi opportune. In particolare pare del tutto assente la creazione di boschetti o siepi per limitarne la vista, l’impegno a non usare erbicidi ed esfolianti, la garanzia della reversibilità dell’intervento, la realizzazione di strade d’accesso compatibili con l’ambiente circostante, la limitazione delle emissioni elettromagnetiche della rete d’alta tensione. Come non si ha notizia di eventuali opere di compensazione, sia materiali ( costruzione di scuole, asili o strade) sia economiche (in termini di royalty da pagare al Comune), cosa che francamente appare inaccettabile considerando il fatto che questi impianti hanno un altissima redditività ed il loro impatto ambientale è notevole”.

Poi c’è anche la questione delle sedi fiscali delle società.  ” Ad aggravare il tutto- segue la nota-  c’è anche la considerazione che le forme societarie che stanno investendo (holding estere) porteranno i notevoli introiti fuori dall’Italia. Siamo all’assurdo che si richiede il pagamento dell’ICI per la prima casa e contemporaneamente si regalano interi pezzi di territorio ad investitori stranieri!”

Le associazioni firmatarie del documento, chiedono “all’Amministrazione Comunale, al Consiglio Comunale ed ai politici tutti, ognuno con le proprie competenze di: dotarsi al più presto un Piano Energetico Comunale che individui sul territorio di Sciacca le zone da destinare alla produzione di energia elettrica e che fissi le regole con le quali andranno individuate le giuste opere di compensazione e mitigazione degli impianti coinvolgere la popolazione nelle scelte decisionali relative al proprio territorio rendendo pubblici i singoli progetti con l’indizione di assemblee popolari in cui gli stessi dovranno essere spiegati dando una chiara indicazione dei benefici e degli impatti far valere nelle opportune sedi i diritti della cittadinanza chiedendo le doverose opere di compensazione e mitigazione per ognuno di questi impianti bloccare, nelle more dell’approvazione del nuovo Piano Energetico Comunale, ogni grande impianto di produzione di energia elettrico nel comune di Sciacca. Non vogliamo che una grande opportunità, anche finanziaria, per il territorio ed il Comune di Sciacca, si trasformi in un saccheggio del nostro territorio a vantaggio esclusivo di non meglio precisati gruppi imprenditoriali”.

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