Parla il legale, Ignazio Bivona: “Non c’era sversamento erflui, tubazione vecchia che serviva a scolo acqua piovana”
I proprietari dell’azienda ittico conserviera “Scalia”, nei cui confronti la Procura ha emesso un provvedimento di sequestro dell’area dove sorge l’impianto di depurazione, hanno chiesto l’autorizzazione a bonificare l’area dove è stato individuato il carico inquinante, precisando chela tubazione individuata dai militari del Circomare durante un controllo, non sarebbe altro che un vecchio sistema per la raccolta e lo sversamento di acqua piovana.
A nome della ditta “Benedetto Scalia”, destinataria del provvedimento scaturito dall’accertata immissione in mare, tramite il torrente Foce di mezzo, di sostanze biancastre costituite da reflui industriali tipici dell’attività delle industrie ittico-conserviere, parla l’avvocato Ignazio Bivona, che sta seguendo la vicenda e difende gli interessi dell’azienda saccense: “Quello individuato è un carico inquinante lieve – ci dice – se c’è danno ambientale il mio cliente è pronto a bonificare l’area, ma precisiamo che quello individuato è un vecchio tubo collocato diversi anni fa, quando non c’era ancora la struttura, che di fatto non viene utilizzato. La tubazione è stata già rimossa, anche i militari della Capitaneria hanno visto che si trattava di un accessorio in disuso, che prima serviva in caso di forti piogge”.
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