Schifani a Niscemi: “Frana devastante, servono interventi immediati”

Il presidente della Regione sorvola l’area colpita: oltre 1.500 sfollati, zona rossa estesa a 150...

Il presidente della Regione sorvola l’area colpita: oltre 1.500 sfollati, zona rossa estesa a 150 metri. La collina continua a muoversi verso la piana di Gela.

La Sicilia porta ancora addosso le ferite lasciate dal ciclone Harry e ora deve affrontare un nuovo colpo: la vasta frana che ha colpito Niscemi, nel Nisseno. Due emergenze ravvicinate che rendono ancora più complesso il percorso di ricostruzione, da Catania fino all’entroterra. A Niscemi il dissesto ha aperto una voragine profonda oltre cinquanta metri sul versante ovest del centro abitato. Le notizie che arrivano non lasciano spazio all’ottimismo: le abitazioni incluse nella zona rossa sono ormai irraggiungibili e gli sfollati non possono recuperare neppure gli oggetti essenziali, perché il terreno continua a muoversi. La Protezione civile nazionale ha avviato un monitoraggio computerizzato per registrare ogni ulteriore spostamento della collina. Intanto, dopo le piogge intense di ieri, la frana sembra essersi temporaneamente arrestata, ma l’area di sicurezza è stata ampliata fino a 150 metri dal punto di distacco, costringendo allo sgombero nuove abitazioni. Il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, ha sorvolato l’area prima del vertice operativo con il sindaco Massimiliano Conti e la il prefetto Donatella Licia Messina. L’analisi dall’alto è impietosa: “L’intera collina sta scendendo verso la piana di Gela. L’impatto è complesso e alcune case non potranno più essere abitate”, ha dichiarato Ciciliano. Anche il presidente della Regione, Renato Schifani, ha annullato tutti gli impegni istituzionali per raggiungere Niscemi e osservare dall’elicottero l’entità del dissesto. Schifani e Ciciliano sono attesi al Centro operativo comunale per fare il punto su una situazione che ha già reso inagibili decine di immobili e interrotto le strade provinciali 10 e 12, lasciando la sola provinciale 11 come via di collegamento con il paese. Il numero degli sfollati supera ormai le 1.500 persone. Questa mattina, davanti agli uffici comunali, lunghe file di cittadini attendono di essere registrati nell’elenco di chi ha dovuto abbandonare la propria casa, mentre la comunità cerca di fare i conti con un’emergenza che appare tutt’altro che conclusa.

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