Riecco le Province: Il Friuli fa ciò che la Sicilia non riesce a fare

Dieci anni dopo l’abolizione, il Nordest ricuce lo strappo istituzionale mentre l’Isola resta ferma tra...

Dieci anni dopo l’abolizione, il Nordest ricuce lo strappo istituzionale mentre l’Isola resta ferma tra rinvii e riforme mancate

A dieci anni dalla loro abolizione, il Friuli Venezia Giulia compie un passo che in Italia sembrava impossibile: le Province tornano ufficialmente in vita. Il Senato ha approvato in via definitiva la riforma dello statuto regionale, con 110 voti favorevoli, 50 contrari e 3 astensioni, chiudendo un percorso politico che il territorio chiedeva da tempo. La regione del Nordest, unica ad aver cancellato le Province durante la presidenza di Debora Serracchiani, decide ora di ripristinarle con un modello più chiaro: elezione diretta del presidente e del Consiglio provinciale, 49 consiglieri regionali fissi e un assetto istituzionale che, secondo i promotori, restituisce rappresentanza e funzionalità ai territori. La destra rivendica la vittoria politica. La viceministra dell’Ambiente Vannia Gava parla di una scelta «dei cittadini», mentre il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli definisce la riforma «la giusta conclusione di un percorso iniziato da tempo». Per Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, «si ricuce una ferita aperta anni fa». Dall’altra parte, il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico votano contro. Il capogruppo M5S Stefano Patuanelli critica duramente il provvedimento, sostenendo che «scollega la rappresentanza dalla demografia, indebolisce il diritto dei cittadini a esprimersi con il referendum e reintroduce le Province con un altro nome, aggiungendo ulteriore confusione». Mentre il Friuli ridisegna il proprio assetto istituzionale con una riforma strutturale, la Sicilia osserva da lontano. L’Isola, che da anni discute di riorganizzazione degli enti locali senza mai arrivare a un modello stabile, resta impantanata tra norme transitorie, riforme annunciate e mai completate, e un sistema delle ex Province che continua a vivere in una sorta di limbo amministrativo. Il confronto è inevitabile: il Friuli cambia, decide, sperimenta. La Sicilia, ancora una volta, rimane sospesa.

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