Rete ospedaliera bocciata da Roma: per la Sicilia uno schiaffo politico e tecnico
Il Ministero della Salute rileva errori gravi su posti letto e codifiche. Sindacati e opposizioni all’attacco: “Gestione fallimentare, sette mesi buttati”.
La Sicilia incassa una sonora bocciatura dal Ministero della Salute sulla nuova rete ospedaliera. Il documento inviato a Palermo parla di «numerosi disallineamenti e incongruenze» tali da impedire una valutazione completa della proposta regionale. Una nota durissima che mette in luce errori tecnici considerati elementari: posti letto “da attivare” indicati con valori negativi, codici errati o mancanti per interi reparti, strutture prive di qualsiasi classificazione — come il presidio di Casazza — e perfino posti letto non riconducibili ad alcuna unità operativa, con rilievi specifici per gli ospedali di Agrigento, Messina e Cefalù. L’assessora regionale alla Salute, Daniela Faraoni, prova a ridimensionare la portata del giudizio parlando di «osservazioni tecniche attese» e rivendica la necessità di adattare i parametri del DM 70 alle peculiarità geografiche dell’Isola: «Oltre i nostri confini c’è il mare, non altre regioni». Assicura che i correttivi saranno apportati, negando che si tratti di una bocciatura politica.
Ma sindacati e opposizione non ci stanno. Il segretario della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, parla di «azione politica dissennata» e chiede le dimissioni dell’assessora: «Non eravamo Cassandre. Avevamo segnalato criticità ignorate. Si sono persi sette mesi mentre la sanità pubblica affonda». Per il Pd, con il capogruppo Michele Catanzaro, il giudizio del Ministero è «l’ennesimo tonfo del governo Schifani», accusato di utilizzare la sanità «per tutto tranne che per assistere i cittadini». Durissimo anche il M5S: Antonio De Luca e Carlo Gilistro denunciano che la Commissione Sanità dell’Ars non è stata informata dall’assessorato e definiscono la vicenda «l’ennesimo fallimento di un governo che colleziona disastri in serie».





