REFERENDUM: RILEVAMENTO DELLE ORE 22,00 A SCIACCA HA VOTATO IL 42,50%

Il dato nazionale, alle ore 22, sfiora il 41%. Buone probabilità di raggiungere il quorum. Il raffronto con le altre consultazioni

Alle ore 22,00 – terzo  rivelamento ufficiale dell’Ufficio elettorale – a Sciacca ha votato il 42,50% degli elettori. I seggi riapriranno domani.

A Sciacca la percentuale dei votanti, alla chiusura dei seggi è risultato:

SERVIZI PUBBLICI LOCALI: 42,52%

TARIFFA SERVIZIO IDRICO: 42,53%

ENERGIA ELETTRICA NUCLEARE: 42,49%

LEGITTIMO IMPEDIMENTO: 42,49%

In campo nazionale, il dato fornito dal Ministero dell’Interno è di una media del 40,9% . Il dato si riferisce alle ore 22,00 

SERVIZI PUBBLICI LOCALI: 40,91%

TARIFFA SERVIZIO IDRICO: 40,91%

ENERGIA ELETTRICA NUCLEARE: 40,87%

LEGITTIMO IMPEDIMENTO: 40,84%

Il numero “magico”, per raggiungere il quorum, è 25.209.345 di votanti

Com’è andata in passato
A leggere i dati delle recenti consultazioni referendarie tenute su due giorni, scopriamo che in occasione dei referendum del 1990, falliti, alle 11 l’affluenza era del 5,1%; ai referendum del 1991, quorum superato, l’affluenza alle 11 era del 7,8%; ai referendum del 1993, quorum superato, l’affluenza alle 11 era dell’8,6%.

Come avete notato, però, da anni ormai il ministero degli Interni raccoglie i primi dati sull’affluenza alle 12 e non più alle 11. Vediamo quindi come sono andati i referendum con la rilevazione di mezzogiorno. Ai referendum del 2003, falliti, l’affluenza alle 12 era al 4,5%. Ai referendum del 2005, falliti, l’affluenza alle 12 era al 4,6%. Ai referendum del 2009, falliti, l’affluenza alle 12 era al 4%. C’è un dato che ci viene incontro, relativo al referendum costituzionale del 2006: non c’era il quorum, ma andò a votare più della metà degli aventi diritto al voto. E alle 12 l’affluenza era al 10,1%.

Quindi?
Quindi l’affluenza a questo giro pare buona, fino a questo momento. Renato Mannheimer, citato oggi dal Corriere della Sera, aveva detto che «sotto la soglia del 10% dei votanti alle 12 della domenica sarà molto difficile centrare l’obiettivo del quorum». Così invece Roberto Weber di Swg: «Io direi che alle 12 della domenica ci vuole almeno il 12-13% mentre alle 22 bisogna raggiungere il 37-38%». Bisogna tenere conto di due variabili, però. La prima è rappresentata dal fatto che per settimane i comitati referendari e i sostenitori del Sì hanno invitato gli elettori ad andare a votare il prima possibile, magari entro le 10, così da tenere alta la prima rilevazione e motivare l’elettorato ad andare alle urne. Bisognerà quindi attendere i dati di stasera alle 19 e alle 22 per capire se la tendenza si sgonfierà. L’asticella per stasera si può ragionevolmente fissare al 40 per cento: sopra il 40 il quorum è più vicino, sotto il 40 il quorum è più lontano.  

 

NOTIZIE UTILI

Quando si vota
I seggi resteranno aperti oggi, dalle 8 alle 22, domani, dalle 7 alle 15. Per votare è necessario recarsi alle urne muniti della tessera elettorale e di un valido documento di riconoscimento.

Come si vota
Per esprimere il proprio voto, occorre segnare con un “Sì” o con un “No” ciascuna delle quattro schede referendarie. Ricordiamo che i referendum sono abrogativi.  Bisogna, quindi, votare “Sì” se si è favorevoli all’abrogazione dei decreto-legge, “No” se si è contrari alla loro abolizione. E’ possibile esprimersi su uno o più quesiti. Non risulta, dunque, obbligatorio segnare il proprio voto su tutte le schede. Al momento del voto le schede non vanno sovrapposte, in quanto la preferenza espressa su una scheda potrebbe trasferirsi a quelle sottostanti. Il referendum abrogativo avrà effetto solo se verrà raggiunto il cosiddetto “quorum”, ovvero una percentuale pari al 50% + 1 degli aventi diritto al voto. Le schede saranno quattro, ciascuna di colore e tematica diversa.

Referendum popolare numero 1: Scheda di colore rosso
Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione. In questo caso, si è chiamati ad esprimere il proprio parere sulla privatizzazione di servizi, di norma, gestiti dalla Stato.
Se si vota “Sì”: il servizio idrico sarà gestito da enti pubblici
Se si vota “No”: la gestione del servizio idrico verrà affidata ad aziende private

Referendum popolare numero 2: Scheda di colore giallo
Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norme. La norma in questione permette ai privati di stabilire il prezzo dell’acqua in relazione agli investimenti effettuati in tale servizio.
Se si vota “Sì”: le aziende possono ottenere solo il pagamento delle spese di manutenzione degli impianti.
Se si vota “No”: le aziende private che gestiscono la fornitura di acqua possono decidere il prezzo di tale servizio, ottenendo profitti garantiti sulla tariffa imposta.

Referendum popolare numero 3: Scheda di colore grigio
Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme. Con queste norme si prevede la realizzazione in Italia di impianti per la produzione di energia nucleare.
Se si vota “Sì” : si esclude la costruzione, in Italia, di centrali elettriche nucleari
Se si vota “No” : rimane valido il permesso di costruire tali impianti nel territorio nazionale.

Referendum popolare numero 4: Scheda di colore verde
Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.
L’introduzione di questa norma permetterebbe al Presidente del Consiglio e ai Ministri di non comparire nelle aule di giustizia.
Se si vota “Sì”: il legittimo impedimento verrebbe abolito. Tutti i cittadini risulterebbero uguali davanti alla legge.
Se si vota “No”: la norma sul legittimo impedimento resterebbe invariata. Presidente del Consiglio e Ministri potrebbero, dunque, invocarla.

 

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