Preso il cane che terrorizzava i residenti. Politica divisa e animalisti in difesa dell’animale
Il cane sarebbe responsabile di morsi e aggressioni denunciati nel quartiere Ferraro
È stato catturato questa mattina il cane randagio che nelle ultime settimane avrebbe morsicato e infastidito numerosi residenti della zona Ferraro. L’animale, particolarmente agile e vivace, era già sfuggito più volte ai tentativi dell’Ufficio Randagismo: in un’occasione, vistosi accerchiato, si era persino lanciato da un balcone al primo piano di una struttura in costruzione pur di evitare la cattura. Dopo l’intervento di oggi, il cane è stato trasferito nel rifugio convenzionato di Sambuca di Sicilia, dove sarà sottoposto a cure veterinarie, microchippatura e sterilizzazione. L’amministrazione aveva predisposto da giorni un piano di intervento, sollecitato dalle numerose segnalazioni dei cittadini. Il caso ha animato il dibattito cittadino, diventando terreno di scontro politico. Alcuni esponenti dell’opposizione hanno accusato l’amministrazione di scarsa incisività nella gestione del randagismo, denunciando ritardi, interventi insufficienti e una situazione ormai fuori controllo in diverse zone della città. Di segno opposto la posizione degli animalisti, che hanno difeso il cane sostenendo che fosse “esuberante ma non pericoloso”, attribuendo gli episodi di aggressione più alla paura e allo stress dell’animale che a una reale indole violenta. Per loro la cattura rappresenta sì una soluzione, ma non deve trasformarsi in una criminalizzazione del randagismo. L’episodio riporta al centro dell’attenzione un problema strutturale che Sciacca affronta da anni: la gestione dei cani vaganti, la prevenzione, le sterilizzazioni e la necessità di un piano organico che eviti nuove emergenze. Il cane ora è al sicuro, ma il dibattito resta aperto.





