Operaio morto, la Filca Cisl denuncia: “Basta parole, servono controlli veri”
Dopo la caduta fatale di Alessio La Targia, il sindacato annuncia una campagna sulla sicurezza nei cantieri: “Cinquemila infortuni in città, venti mortali. È un’emergenza ignorata”
È una denuncia dura, senza sconti, quella della Filca Cisl dopo l’ennesima tragedia sul lavoro a Palermo. La morte di Alessio La Targia, 40 anni, precipitato da un’impalcatura all’interno di un capannone a Brancaccio mentre eseguiva lavori di riparazione, riaccende un allarme che da anni resta inascoltato. “L’ennesima sconfitta per tutto il mondo del lavoro. Siamo stanchi delle sole parole di solidarietà: servono fatti, prevenzione e controlli”, affermano i dirigenti del sindacato, che annunciano per lunedì 26 gennaio l’avvio di una campagna di informazione sulla sicurezza nei cantieri edili, con volantinaggi in tutta la città. Quando i sanitari del 118 sono arrivati sul posto, per La Targia non c’era più nulla da fare. Le indagini sono ora nelle mani dei carabinieri e dei tecnici dello Spresal dell’Asp di Palermo, chiamati a ricostruire dinamica e responsabilità. I numeri, intanto, raccontano una realtà drammatica: quasi cinquemila infortuni registrati nel solo territorio cittadino nel 2025, venti dei quali mortali . Una scia di incidenti che per la Filca Cisl non può più essere considerata una fatalità. Il sindacato chiede un cambio di passo immediato: più controlli, più prevenzione, più formazione, ma anche una maggiore assunzione di responsabilità da parte delle imprese. Perché – denunciano – “non si può continuare a morire di lavoro”.





