Mozia sotto lo “Scudo Blu”: l’isola fenicia entra tra i beni da proteggere in caso di guerra e disastri
Il Comune di Marsala inserisce l’isola nello speciale elenco tutelato dalla Convenzione dell’Aja. Via libera della Fondazione Whitaker
L’isola di Mozia entra ufficialmente tra i beni culturali da proteggere in caso di guerre e calamità. Il Comune di Marsala ha deliberato l’apposizione dello “Scudo Blu”, il simbolo internazionale previsto dalla Convenzione dell’Aja del 1954, primo trattato mondiale dedicato alla tutela del patrimonio culturale durante i conflitti. Una scelta che riconosce il valore storico e identitario di Mozia, antica e prospera colonia fenicia fondata nell’VIII secolo a.C., cuore archeologico dello Stagnone e scrigno di luoghi simbolo come Porta Nord, la strada sommersa, la Casa dei Mosaici e il Kothon. L’iniziativa nasce da una richiesta della Croce Rossa Italiana – Comitato di Trapani, nell’ambito dell’accordo con ANCI per sensibilizzare le comunità sulla protezione dei beni culturali. La Fondazione Whitaker, proprietaria dell’isola, ha già dato il proprio nullaosta all’installazione del contrassegno. La giunta ricorda che “i danni ai beni culturali, qualunque sia il popolo cui appartengono, pregiudicano il patrimonio dell’umanità intera” e che la protezione deve essere predisposta fin dal tempo di pace. Mozia, oggi meta turistica dove storia e natura si fondono tra scavi, Museo Whitaker e saline, si aggiunge così agli altri siti trapanesi già protetti: la Chiesa del Purgatorio, custode dei Misteri della Settimana Santa, e la Biblioteca Fardelliana, archivio prezioso della memoria locale. L’apposizione dello Scudo Blu non elimina i rischi, ma rappresenta una misura preventiva fondamentale, rendendo immediatamente riconoscibili i beni da salvaguardare e ribadendo l’impegno a difendere la memoria storica anche davanti a emergenze e disastri.





