Messina, femminicidio feroce: l’autopsia svela la violenza

Screenshot 2026-03-14 185756

La 50enne Daniela Zinnanti non ha avuto scampo: l’ex compagno è reo confesso

Le prime risultanze dell’autopsia su Daniela Zinnanti, la 50enne uccisa a Messina il 9 marzo, delineano un quadro di estrema violenza. Le ferite alle mani indicano un tentativo disperato di difesa, mentre il numero e la gravità dei colpi confermano la brutalità dell’aggressione. L’esame medico-legale, eseguito da Alessio Asmundo, ha chiarito che la donna non ha affrontato una lunga agonia: la gravità delle lesioni non le ha lasciato possibilità di sopravvivenza. A trovare il corpo è stata la figlia, il giorno successivo all’omicidio, dopo che l’ex compagno, Santo Bonfiglio, aveva lasciato l’abitazione. L’uomo, 67 anni, si è poi costituito ed è stato arrestato il giorno seguente; la convalida è arrivata venerdì. Bonfiglio era già sotto processo per precedenti episodi di violenza contro Zinnanti, uno del maggio 2025 e uno dello scorso febbraio. Il suo passato giudiziario comprende inoltre una condanna, poi ridotta in Appello, per un’aggressione commessa nel 2008 ai danni della convivente dell’epoca. Un quadro che restituisce la continuità di una violenza mai interrotta e culminata nel tragico epilogo di Messina.