Mazzette in denaro, gamberi ed aragoste nel nuovo scandalo all’Asp di Palermo
Un ortopedico accusato di diagnosi false e favori a ditte compiacenti. Sequestrati soldi e aperti nuovi filoni d’indagine
Un intreccio di favori, denaro e regali di lusso è al centro dell’ultima inchiesta sull’Asp di Palermo. Secondo la Procura, l’ortopedico Leonardo “Armando” Gaziano, 53 anni, avrebbe ricevuto mazzette e perfino “aragoste, scampi e gamberoni” da due imprenditori in cambio di indicazioni pilotate verso l’acquisto di dispositivi ortopedici a carico del Servizio sanitario regionale. Le intercettazioni descrivono diagnosi compiacenti, patologie inventate e pazienti talvolta mai visitati: «A questo mettici che ha l’artrosi», emerge da una delle conversazioni agli atti. Nel sistema corruttivo avrebbe avuto un ruolo chiave il “facilitatore” Giuseppe Nicoletti, che durante gli interrogatori ha ammesso compensi illeciti tra 1.500 e 7.000 euro a pratica, indicando pagamenti anche al fisiatra Dino Brunetto e alla neuropsicologa Sonia Alcamisi. Le loro versioni, però, sono state giudicate contraddittorie rispetto a intercettazioni e pedinamenti. Il Gip ha disposto il sequestro preventivo del denaro trovato a Nicoletti, ritenuto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. L’ordinanza è arrivata dopo gli interrogatori della scorsa settimana. Le indagini proseguono, mentre il caso si inserisce nel quadro più ampio delle criticità che negli ultimi mesi hanno travolto la sanità siciliana.





