Marinerie in ginocchio: un disegno di legge apre spiragli ma la crisi corre più veloce

Peschereccio sequestrato: marinai bloccati a Sfax

Nella foto i due motopescherecci di Mazara del Vallo, "Aliseo" e "Anna Madre" Mazara del Vallo (Trapani), 3 agosto 2017. ANSA/ UFFICIO STAMPA DISTRETTO DELLA PESCA +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

Il settore ittico chiede risposte rapide: ammortizzatori sociali, costi energetici e crisi delle marinerie al centro del confronto

Il Senato ha approvato il disegno di legge sulla valorizzazione della risorsa mare, un provvedimento che il ministro Nello Musumeci definisce «la soluzione ad alcune rilevanti esigenze dell’imprenditoria, della ricerca e dell’associazionismo legate all’Economia del mare». Il testo interviene su turismo subacqueo, pesca, ricerca e tutela ambientale, introducendo anche semplificazioni al Codice della navigazione. L’attenzione degli operatori ittici, in Sicilia come nel resto d’Italia, è però concentrata soprattutto sulla Cisoa, la cassa integrazione speciale per il settore pesca. Il tavolo di confronto con il governo – che coinvolge i ministeri di Lavoro, Agricoltura e Mare insieme all’Inps – punta a estendere ai lavoratori del mare un ammortizzatore sociale strutturato, già riconosciuto da anni agli operai agricoli. Fai, Flai e Uila Pesca parlano di un dialogo finalmente concreto e auspicano una posizione condivisa tra governo e sindacati.

La marineria siciliana definisce la Cisoa «la svolta attesa» per un comparto che vive una crisi profonda, aggravata dall’emergenza energetica e dal caro gasolio che pesa in modo diretto sulla sostenibilità economica dei pescherecci. Coldiretti valuta positivamente il Ddl, ma chiede tempi rapidi e misure operative immediate, ricordando che le imprese di pesca affrontano difficoltà crescenti anche a causa delle tensioni internazionali legate alla guerra in Medio Oriente. Il nodo ora è trasformare il provvedimento in strumenti realmente accessibili: risorse certe, procedure semplificate e tempi rapidi. Solo così, sottolineano le associazioni, sarà possibile dare ossigeno alle marinerie italiane e salvaguardare reddito e occupazione in uno dei settori più esposti alle crisi globali.