MAESTRI, il progetto che studia come si muovono le microplastiche nel Mediterraneo
Quattro atenei e fondi europei per prevedere l’accumulo delle microplastiche e valutarne gli effetti su ambiente e salute
Nella Sala delle Capriate dello Steri, l’Università di Palermo — insieme agli atenei di Messina, Catania e Malta — ha presentato MAESTRI, progetto dedicato allo sviluppo di modelli previsionali sull’accumulo delle microplastiche nelle aree marine costiere e sui loro effetti sulla biodiversità. L’obiettivo è costruire un modello matematico e computazionale capace di simulare la dinamica delle microplastiche nel Mediterraneo centrale nei prossimi dieci anni, individuando le zone più esposte al rischio. Il progetto nasce dalla collaborazione tra geologia, biologia marina, ingegneria e chimica e porta la firma dei Prof. Fabrizio Pepe e Gianluca Sarà e della Dott.ssa Marta Corradino del Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare. «Vogliamo capire come le microplastiche arrivino nei sedimenti delle nostre spiagge», spiega Daniele Monaco, docente dell’Università di Catania. «Entrano nella catena alimentare, finiscono negli organismi marini e quindi nei nostri corpi: è anche un tema di salute». Per Andrea Pace, Prorettore alla Ricerca dell’Università di Palermo, «si tratta di un problema globale che coinvolge soprattutto i giovani e che in Sicilia, al centro del Mediterraneo, è particolarmente sentito». Daniela Segreto, dirigente della Regione Siciliana, ricorda infine che MAESTRI è uno dei progetti più rilevanti finanziati con i programmi di cooperazione Italia-Malta e Italia-Tunisia, per un valore di 1,6 milioni di euro.





