L’inchiesta su Iacolino travolge Palazzo d’Orléans e accende la rivolta delle opposizioni
“Governo al capolinea”: bufera politica dopo l’indagine su Iacolino e le accuse di mafia e corruzione
L’indagine della Procura di Palermo che coinvolge Salvatore Iacolino, nominato da pochi giorni direttore generale del Policlinico di Messina, scatena un terremoto politico. Le opposizioni annunciano una conferenza congiunta all’Ars per chiedere le dimissioni del governo Schifani, definito “indecente” e incapace di arginare infiltrazioni mafiose e corruzione. Le accuse contro Iacolino – concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata – e il coinvolgimento di altri esponenti della maggioranza, come Bernadette Grasso e il deputato Mancuso, alimentano un clima di sfiducia profonda. Ismaele La Vardera parla di “Sicilia trasformata in una barzelletta”, mentre il segretario Pd Barbagallo denuncia una sanità regionale piegata agli interessi criminali, con pazienti costretti a mesi di attesa per prestazioni essenziali. Europa Verde attacca la scelta dei manager “selezionati per legami politici e non per competenza”. Per il capogruppo Pd Catanzaro, l’inchiesta è “un macigno” che segna la fine politica del governo. La Cgil, con Alfio Mannino, chiede la sospensione immediata di Iacolino e denuncia un sistema di infiltrazioni e connivenze mai realmente contrastato. Un coro unanime che mette Schifani sotto assedio.





