LA SICILIA SEMPRE PIU’ ISOLATA.MA I POLITICI COSA FANNO?

La Sicilia è sempre più isolata, sempre piùsilenziosa la classe politica. Raggiungere l’Isola è sempre più difficile. Via mare, via terra, e soprattutto via cielo. Pubblichiamo interamente un significativo articolo di Tony Zermo, pubblicato ieri sul quotidiano La Sicilia e oggi ripreso anche da Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera.

Forse pochi se ne sono accorti, ma la Sicilia rischia di restare sempre più isola, da quando AirOne ha deciso di chiudere. Scompare dal 1° ottobre la sigla AirOne. E per una terra che per restare a galla deve fare turismo si tratta di una mazzata.

La Sac non fornisce dettagli, ma i voli AirOne che partivano da Catania e che verranno tagliati sarebbero i diretti per Monaco, Mosca, Berlino, Amsterdam, Parigi, San Pietroburgo, Dusseldorf, Praga. E’ rimasta Londra, assorbita da Alitalia, ma con una sola cadenza, quella del sabato. Per i nazionali sono stati cancellati Bologna, Torino, Venezia, Verona, c’è ancora il Pisa assorbito da Alitalia. Restano Roma e Milano operati da Alitalia.

Lo stesso discorso in parallelo vale per l’aeroporto palermitano di Punta Raisi. Tutto questo vorrà dire che se il siciliano vuole andare a Mosca o a Parigi, se si affida ad Alitalia dovrà fare scalo a Roma, niente più volo diretto, niente più AirOne. Quindi perdita di tempo, timore per i propri bagagli e timori anche per le ripetute astensioni sindacali a Fiumicino. Lo stesso vale per chi deve venire in Sicilia. Personalmente ci pare tutto sbagliato perché si azzera una rete consolidata di traffici aerei.

In sostanza l’hub meridionale rappresentato da Fontanarossa subirà forzatamente una contrazione in attesa che il vuoto lasciato da AirOne venga riempito dalle low cost. Tra l’altro nello scalo catanese c’era una base di AirOne, il che vuol dire che gli aerei «dormivano» a Catania da dove ripartivano la mattina presto per le varie tratte: senza questa base ci potranno essere ritardi operativi, che interessano anche 41 hostess e steward catanesi facenti parte del personale di cabina e il cui posto di lavoro è un rebus.

In sostanza la strategia commerciale che Etihad ha imposto ad Alitalia, oltre al taglio di duemila posti di lavoro, prevede un gigantismo di Fiumicino, unico hub italiano, voli a lunga percorrenza che sono quelli più remunerativi, taglio delle rotte domestiche, tranne il Catania-Roma e il Catania-Milano perché il mercato siciliano è quello che procura più guadagni e più alti indici di riempimento dei vettori. L’aeroporto di Comiso non viene toccato da questo problema per il semplice fatto che non aveva alcun volo AirOne, ma solo collegamenti di Alitalia con Roma e Linate, che ci auguriamo possano sopravvivere ai tagli. Torino e il Piemonte stanno ancora peggio, così come la Calabria, perché i soli voli diretti tra la capitale subalpina e gli scali calabresi di Reggio e Lamezia erano operati da Alitalia.

Il sindaco di Torino, Piero Fassino, che è anche presidente dei sindaci italiani, e il presidente della Regione, Chiamparino, hanno subito contattato il premier Renzi e il ministro Lupi, da noi non è accaduto: il governatore Crocetta è alle prese con gli avversari interni del Pd, il sindaco di Catania Enzo Bianco è a Istanbul assieme al cantautore Franco Battiato, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando agisce per i fatti suoi.

Invece di mettersi insieme a fare massa critica per chiedere a Renzi e Lupi delle modifiche per la Sicilia – che non ha Tav, né autostrade per il Nord, non ha nulla, alla faccia della continuità territoriale – sembra che il problema non li tocchi, con la sola eccezione di Michela Stancheris che quantomeno ha scritto a Renzi.

Dice Mario Bevacqua, già presidente dell’organizzazione mondiale degli agenti di viaggio: «Certamente questi vuoti saranno coperti. Già sono aumentati i voli diretti tra Catania e Istanbul. Poi dovrebbe arrivare anche Etihad, e chi vuole andare in Oriente preferirà Fontanarossa per accorciare i tempi perché i collegamenti con Istanbul e Abu Dhabi aprono un grande scenario».

Ora arriva la Finnair, che da Helsinki farà voli diretti con Catania e Napoli a partire dal prossimo maggio. Secondo il docente di Economia dell’università Bicocca di Milano, Andrea Giuricin, «le low cost prenderanno il posto di Alitalia, forse non subito, ma certamente nella prossima estate ci saranno movimenti. Un vettore aereo non può aumentare il numero dei voli o abbassare i prezzi se non c’è una domanda forte.

E le coste della Sicilia, per esempio, in termini di flussi turistici, fanno numeri infinitamente più piccoli rispetto a quelle spagnole, a partire dalla Costa del Sol».

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