«Il nuovo Piano rifiuti non è una svolta: è un ritorno al passato»

Rifiuti discarica

Italia Nostra Sicilia attacca la Regione: «Gli inceneritori non sono economia circolare. Si rischia di bloccare l’isola per decenni»

Italia Nostra Sicilia esprime forte preoccupazione per il via libera della Commissione europea al nuovo Piano rifiuti regionale, accolto con entusiasmo dal presidente Renato Schifani. Per l’associazione, dietro la narrazione di una svolta “green” si nasconde invece il rischio di consolidare un modello superato, fondato sugli inceneritori ribattezzati “termovalorizzatori”. Impianti che, sottolinea Italia Nostra, non sono a impatto zero, producono emissioni e scorie e non risolvono strutturalmente l’emergenza rifiuti. La scelta di realizzare due grandi impianti a Palermo e Catania viene definita «una decisione che vincolerà per decenni le politiche ambientali dell’isola», puntando su infrastrutture costose e ormai superate rispetto agli indirizzi europei orientati verso modelli “rifiuti zero”. Il rischio, denuncia l’associazione, è quello di distorcere le priorità: invece di investire su riduzione, riuso e riciclo, si punta su impianti che necessitano di un flusso costante di rifiuti per essere sostenibili, in contraddizione con i principi di prevenzione. Italia Nostra richiama anche le responsabilità delle grandi città siciliane, ancora lontane da livelli accettabili di raccolta differenziata, nonostante molti comuni dell’isola abbiano dimostrato che risultati significativi sono possibili. «Non è un problema culturale dei cittadini – afferma l’associazione – ma di inefficienze amministrative e mancanza di controlli». Una distorsione che rischia di giustificare scelte impiantistiche sbagliate e deresponsabilizzanti. L’associazione critica inoltre l’assenza di un reale coinvolgimento dei territori e delle realtà ambientaliste in un processo decisionale che non può essere calato dall’alto. «Superare le discariche è necessario, ma non sostituendo un problema con un altro», conclude Italia Nostra, chiedendo una revisione radicale del Piano rifiuti e un confronto pubblico trasparente. «La Sicilia ha bisogno di futuro, non di scorciatoie».