Il Comitato Civico Sanità denuncia: «Trasferimento illegittimo del paziente fragile a Ribera»
Contestata la scelta di spostare un malato in condizioni critiche verso un ospedale privo di rianimazione. Il Comitato: «Carenza di personale nota da tempo, decisione rischiosa e ingiustificata».
Il Comitato interviene sul caso del paziente fragile trasferito dall’ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca, presidio DEA di I livello, al nosocomio di Ribera, struttura priva di reparto di rianimazione, per un intervento chirurgico urgente. La replica della Direzione generale dell’Asp, che ha parlato di “scelte operative complesse in condizioni di impellenza”, non convince i rappresentanti del Comitato, che ribadiscono come la carenza di personale nella Chirurgia di Sciacca fosse nota da tempo. La situazione, ricordano, era già stata segnalata con diverse comunicazioni, tra cui le note del 10 dicembre e del 22 ottobre 2025, nelle quali si evidenziava l’impossibilità di garantire un servizio adeguato con soli tre medici in organico. «Qualcuno avrebbe dovuto intervenire da tempo per assicurare il funzionamento di un ospedale DEA di I livello, evitando responsabilità di altra natura», sottolineano. Il Comitato contesta inoltre la decisione di trasferire il paziente a Ribera, esponendolo a un rischio maggiore, invece di disporre lo spostamento dei chirurghi riberesi verso Sciacca, dove è presente il reparto di rianimazione e dove l’intervento avrebbe potuto essere eseguito in maggiore sicurezza.





