Frana Niscemi, Vella: “Accerteremo se l’evento era prevedibile e prevenibile”. Al setaccio iniziando dalla frana del 1997
“Non guarderemo in faccia nessuno”. Il procuratore di Gela è stato categorico sull’inchiesta aperta per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana dopo la tragedia di domenica 25 gennaio
NISCEMI- «Non ci fermeremo qualunque sarà il livello dei soggetti coinvolti», ha chiosato il capo della procura gelese, Salvatore Vella, nel corso di un incontro sulla stampa per fare il punto sulle indagini per la frana di Niscemi. Il magistrato inquirente ha un vissuto professionale di altissimo valore ed è un finissimo investigatore. Sulla enorme frana di Gela è al lavoro per setacciare tutto quello che riguarda per un periodo temporale dalla frana del 1997 ad oggi. «Accerteremo i fatti, qualsiasi sarà la responsabilità apicale di quelle che dovevano essere le decisioni da prendere e che non sono state prese. Non avremo nessun problema a fare il nostro lavoro. La cosa importante – ha sottolineato – è il carico creato su questo pianoro, dato dalla presenza di acqua. Potrebbero essere sia acque piovane che reflue. Bisogna poi tenere in considerazione ciò che l’uomo ha costruito sopra». La Procura ha aperto contro ignoti e al momento non ci sono indagati ma, ha garantito il procuratore, «verosimilmente non resterà a carico di ignoti per lungo tempo. La massa di documenti che acquisiremo – ha affermato – e che abbiamo già acquisito, non è indifferente. Si fa riferimento oltre che a documenti cartacei, anche immagini, foto satellitari, immagini radar messi a disposizione dall’Agenzia Spaziale italiana e su cui sta già lavorando la Protezione civile. Partiremo dalla frana che è ancora in corso per risalire indietro nel tempo per andare ad accertare quali sono state le cause di questo evento».
Vella è alla ricerca certosina delle cause per accertare «se l’evento era prevedibile, come sembra emergere, da diversi documenti. Andremo ad accertare oltre che se l’evento era prevedibile, se era prevenibile». Si partirà dalla frana del 1997, mentre la collina continua a scivolare.
La frana «è ancora in movimento, anche se la velocità sta rallentando”, ha detto il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, aggiungendo che «fino a quando ci sarà acqua sul corpo di frana, quella frana sarà destinata a muoversi. Un po’ come quando si costruiscono i castelli di sabbia, se ci si versa sopra acqua, il castello si scioglie. In questo momento la fascia di sicurezza di 150 metri, che è stata individuata come precauzionale, tiene al sicuro i cittadini e questo è il risultato prioritario che bisogna raggiungere. In quella fascia ci sono case che potrebbero essere restituite ai cittadini quando si sarà fatto un controllo preciso sul movimento della frana, e case che non saranno più utilizzabili e quindi non restituibili».





