“Fermiamo la guerra”: in centinaia davanti alla base di Sigonella
Nonostante il maltempo, attivisti e cittadini manifestano contro l’uso delle basi militari e il riarmo
La pioggia battente non ha fermato attivisti e cittadini che ieri si sono radunati davanti alla base di Sigonella per chiedere lo stop alla guerra e all’escalation militare in Medio Oriente. La mobilitazione segue il corteo di sabato in centro, promosso dai “Catanesi solidali con il popolo palestinese” e dalla rete “Restiamo umani”, con l’adesione di partiti, sindacati e associazioni. La scelta di manifestare davanti a Sigonella assume un forte valore politico: secondo gli organizzatori, la base – insieme al porto di Augusta e al Muos – potrebbe essere coinvolta nelle operazioni di ritorsione dopo l’attacco a Teheran, definito «una violazione del diritto internazionale». Da qui la richiesta al governo italiano di non concedere l’uso delle infrastrutture militari presenti in Sicilia. «La Sicilia sarà più bella senza Muos e senza Sigonella», scandiscono i manifestanti, che denunciano l’aumento delle spese militari e il riarmo europeo, ritenuti responsabili di tagli a sanità, scuola e servizi sociali. Contestata anche l’ipotesi di reintrodurre la leva obbligatoria e le nuove norme sulla sicurezza, giudicate strumenti per reprimere il dissenso con sanzioni e pene sproporzionate.





