Ex Provincia, lo stipendio del presidente Pendolino triplica: da 3mila euro a circa 10mila
Torna all’ordine del giorno dell’Assemblea regionale la norma che cancellerebbe la gratuità del ruolo di presidente dei Liberi Consorzi (le ex province)
SICILIA- I Liberi Consorzi si avviano a diventare come le vecchie Province e dalla gratuità del ruolo di presidente, si accende il disco verde verso indennità consistenti. La gratuità degli incarichi era alla base della riforma dell’ex presidente della Regione, Rosario Crocetta, il Pd che 11 anni fa fece chiudere le Terme di Sciacca. era uno dei pilastri della riforma voluta da Crocetta. La nuova norma che approderà nel Parlamento siciliano, tra martedì e mercoledì, prevede che «al presidente del libero Consorzio è riconosciuta una indennità, a carico del bilancio dell’ente, in misura pari a quella del sindaco del comune capoluogo». Un esempio eclatante è quello del Libero Consorzio di Agrigento dove è stato eletto (con voto solo dei sindaci e consiglieri comunali) Giuseppe Pendolino, sindaco di Aragona, che che passerà da circa 3 mila euro (l’indennità di sindaco che riceve governando Aragona) a 9.660 euro. Un lavoratore deve lottare in modo immane per avere un aumento salariale di 100 euro attraverso estenuanti trattative tra sindacati e aziende. La politica fa miracoli e riesce a triplicare e così Giuseppe Pendolino da 3mila euro mensili sfiora i 10mila. Come un deputato.
In Sicilia, per come sono andate le cose, per la maggior parte dei presidenti la norma si tradurrà in forti pesanti. L’unico sindaco di capoluogo eletto anche presidente del Libero Consorzio è quello di Caltanissetta, Walter Tesauro, che quindi non vedrà modificato il proprio stipendio. La guida dei 6 Liberi Consorzi (Palermo, Catania e Messina sono invece Città Metropolitane) è riservata ai sindaci dei Comuni del territorio, eletti col sistema del voto di secondo livello. I presidenti, eletti per la prima volta un anno fa, in caso di approvazione della legge dovranno optare per lo stipendio da sindaco o quello da capo del Consorzio. Ovviamente, Pendolino e altri suoi colleghi, opteranno per la miracolosa moltiplicazione dell’indennità. Come Maria Rita Schembari, primo cittadino di Comiso eletta a Ragusa e Salvatore Quinci, sindaco di Mazara eletto a Trapani. Piero Capizzi, sindaco di Calascibetta eletto a Enna. Anche loro passeranno da meno di 3 mila a 9.660 euro. Le città metropolitane sono invece guidate di diritto dai sindaci del capoluogo e il loro stipendio non cambia in nessun caso.
La norma che verrà votata la prossima settimana, franchi tiratori permettendo in considerazione del clima scoppiettante che c’è all’Ars.





