Diagnostica siciliana, vittoria dei laboratori: il TAR condanna l’inerzia dell’Assessorato

Accolto il ricorso dei laboratori: l’Assessorato alla Salute obbligato a pronunciarsi entro 60 giorni Il...

Accolto il ricorso dei laboratori: l’Assessorato alla Salute obbligato a pronunciarsi entro 60 giorni

Il TAR Sicilia ha imposto all’Assessorato regionale alla Salute di uscire dal silenzio e pronunciarsi sull’istanza di accreditamento della rete-contratto “Krealab”, che riunisce decine di laboratori d’analisi attivi nelle province di Agrigento, Palermo, Catania e Siracusa. Una decisione che arriva dopo anni di stallo amministrativo. La vicenda nasce dal rigetto iniziale della richiesta di riconoscimento della rete, formalmente priva di personalità giuridica ma costituita secondo la normativa vigente. Nonostante la successiva revoca del diniego e una pronuncia della Corte Costituzionale intervenuta sulla materia, la Regione non aveva mai concluso il procedimento, mantenendo un’inerzia ritenuta illegittima. I laboratori, rappresentati dall’organo comune guidato dalla dottoressa Elisa Interlandi e difesi dagli avvocati Girolamo Rubino, Alberto Pepe e Giuseppe Impiduglia, hanno quindi impugnato il silenzio-inadempimento dell’Amministrazione. Il TAR ha accolto le loro ragioni, ribadendo un principio fondamentale: la Pubblica Amministrazione ha l’obbligo di adottare un provvedimento espresso quando lo richiedono correttezza, buona amministrazione ed esigenze di giustizia sostanziale. Neppure un preavviso di rigetto può giustificare l’inerzia. Il Tribunale ha così ordinato all’Assessorato di concludere il procedimento entro 60 giorni, condannandolo inoltre al pagamento delle spese di lite per 1.500 euro, oltre al contributo unificato. La decisione assume un peso rilevante per il settore della diagnostica siciliana. Il riconoscimento della rete-contratto consentirebbe ai laboratori aderenti di mantenere la propria autonomia giuridica e, sommando le prestazioni, raggiungere la soglia delle 200.000 analisi annue richiesta dalle nuove norme per conservare l’accreditamento con il Servizio Sanitario Regionale. Una partita decisiva per la sopravvivenza di molte strutture del territorio.

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