CROLLO PONTE VERDURA: QUARANTA GIORNI DI DESERTO

Editoriale di Filippo Cardinale

Quaranta giorni fa crollava il ponticello del Verdura. Uno squarcio di 25 metri e’ riuscito a spezzare in due la parte di Sicilia sud. Ha spaccato in due la provincia agrigentina. 

Quei 25 metri di falla, meno della falla che ha affondato la Concordia, hanno affondato il territorio e con esso la popolazione. Disagi disumani, danni economici ingenti. 

Quella falla di appena 25 metri ha segnato la distanza abissale tra le Istituzioni e i cittadini. Sono trascorsi 40 giorni, e quella falla palesa lo stato di emarginazione di un territorio. Palesa anche l’accondiscendenza di una classe politica a subire una soluzione che si è rivelata inadeguata, lunga, costosa, irrealizzabile nel pieno dell’inverno e su un alveo di un fiume che nella stagione invernale incute paura, da sempre.

Quella falla di 25 metri segna il crollo di chi doveva decidere tempestivamente e, invece, non lo ha fatto, confidando in tortuose soluzioni che poggiavano proprio sul maggiore titolare di responsabilità.

Rimangono indelebili taluni comunicati di parlamentari, qualcuno anche di fresca nomina, in cui dichiaravano la loro “soddisfazione” per l’attivismo dell’Anas. Comunicati che segnano la loro ignoranza e superficialità, la loro impreparazione, la loro inadeguatezza a immedesimarsi nelle esigenze dei cittadini. 

Quella falla di appena 25 metri segna la vergogna di un fallimento nel gestire una situazione di emergenza, ma nei confronti della quale l’emergenza non è stata dichiarata ancora. 

Se fosse successo al nord, gli “odiati” leghisti avrebbero uscito le palle e ottenuto subito il ripristino, certamente con l’intervento del Genio Militare. Qui da noi, le palle si vedono solo nel periodo natalizio. Quelle palle politiche che continuano a latitare. Abbondano, invece, i comunicati stampa, pieni di parole inutili che fanno il paio con la mancanza di fatti. 

Quella falla di 25 metri e’ l’emblema di una popolazione mortificata, ma segna anche il fallimento delle Istituzioni. 

A distanza di 40 giorni, quella falla di appena 25 metri, rappresenta una ferita che rimarrà incisa nella storia del nostro territorio. Una vergogna storica. 

Si abbia l’umilta’ di riconoscere il fallimento delle decisioni assunte. Ma ora si provveda subito. C’è la possibilità di ricorrere al Bailey. Rimane sempre l’unica soluzione veloce. 

Gesu’ per 40 giorni visse nel deserto. Non trascorsero inutilmente perché lotto’, vincendo, tutte le tentazioni. Vinse per la nostra salvezza.

I 40 giorni dal crollo del ponticello del Verdura, invece, sono trascorsi inutilmente, e ancora oggi non c’è la salvezza di un territorio e di una popolazione, ridotti allo spasimo.

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