Crisi servizio idrico, sindacati: “Preoccupati per sorte lavoratori e per l’ordine pubblico”

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PROVINCIA DI AGRIGENTO. Le Organizzazioni Sindacali Confederali della Provincia di Agrigento, assieme alle federazioni di categoria interessate, sono fortemente preoccupate per l’acuirsi della crisi del Servizio Idrico Integrato. Il fallimento delle Girgenti Acque e Hydortecne, pongono serie difficoltà nella gestione del vitale servizio.
Le organizzazioni sindacali, CGIL CISL UIL, denunciano anche “le notevoli difficoltà dell’Ati a costituire rapidamente la Società Speciale Consortile e individuare i
componenti che dovranno guidarla”.

Per i sindacati, “è chiaro che la concomitanza di tutte queste problematiche non lascia intravedere soluzioni immediatamente percorribili: sono in gioco la continuazione del servizio idrico integrato e 300 posti di lavoro”.

Il servizio idrico integrato rappresentato dalla distribuzione dell’acqua potabile e dal servizio di fognatura e depurazione non può essere interrotto, e di fronte a tale scenario le Organizzazioni sindacali sono preoccupate “anche dai risvolti di ordine pubblico che si possono generare nel corpo della società provinciale già fortemente provata dalla arretratezza e spesso inesistenza di servizi importanti”.

I sindacati sono pronti “a mettere in campo ogni possibile iniziativa atta a garantire la continuità del servizio e il mantenimento dei livelli occupazionali”, altrimenti “in
mancanza di celeri e concrete risposte alle problematiche sopra evidenziate, saranno costrette ad attivare lo stato di agitazione dei lavoratori del Servizio Idrico Integrato”.

A breve si terrà una assemblea dei lavoratori per valutare quali iniziative intraprendere. Per i sindacati, “non sfugge che la problematica interessa anche le ditte che
svolgono lavori per conto della Gestione Commissariale, che si trovano in estrema difficoltà, in quanto vantano cospicui crediti e sono state costrette a interrompere le attività sospendendo dal lavoro i propri dipendenti”.

I sindacati auspicano un intervento urgente delle autorità Regionali e Territoriali “affinché si concretizzino adeguate soluzioni che sono la base della convivenza civile”.