Ciclone Harry: nell’Agrigentino danni per oltre 33 milioni di euro
La Regione dichiara lo stato di crisi ed emergenza. Schifani: «Metà della mia attività sarà dedicata alla ricostruzione»
Ammonta a circa 33,6 milioni di euro la prima stima dei danni provocati dal passaggio del ciclone Harry nell’Agrigentino. I dati emergono dalla tabella diffusa dalla Protezione civile regionale durante una conferenza stampa a Palermo, alla presenza del presidente della Regione Renato Schifani, che ha annunciato la dichiarazione dello stato di crisi ed emergenza regionale per il maltempo del 19, 20 e 21 gennaio. Contestualmente è stata avanzata la richiesta di riconoscimento dello stato di emergenza di rilievo nazionale.
La mappa dei danni: viabilità, porti e attività produttive i settori più colpiti
Il quadro economico tracciato dalla Regione evidenzia un impatto pesante su infrastrutture e attività economiche:
- 10 milioni per danni a viabilità e servizi a rete
- 2,8 milioni per attività produttive, commerciali e balneari
- 12 milioni per infrastrutture portuali
- 1,5 milioni per edilizia pubblica
- 800 mila euro per edilizia residenziale e insediamenti
- 1 milione per dissesti idrogeologici
- 1 milione per ristoro di beni mobili
- 4,5 milioni per altre voci residuali
Si tratta, come precisato dalla Protezione civile, di stime provvisorie, destinate a essere aggiornate con l’avanzare delle verifiche.
Schifani: «Governance centralizzata e procedure semplificate per la ricostruzione»
Durante il suo intervento, Schifani ha delineato anche la fase successiva all’emergenza, sottolineando la necessità di un percorso strutturato per la ricostruzione. «Attraverso una legge quadro nazionale del 2025 – ha spiegato – sarà possibile riconoscere lo stato di ricostruzione di rilievo nazionale. Con una governance centralizzata e la nomina di un commissario straordinario, potremo coordinare interventi pubblici e privati e garantire procedure semplificate per cittadini e imprese». Il presidente ha inoltre annunciato che gli uffici regionali stanno valutando l’accesso al Fondo di solidarietà europeo e la possibilità di una riprogrammazione dei fondi Fsc per reperire ulteriori risorse. Infine, Schifani ha ribadito il suo impegno personale: «Ho già avvisato tutti che, da ora in avanti, il 50% della mia attività istituzionale sarà dedicato alla ricostruzione».





