Cartellone davanti alla targa del Maestro di calcio Giuffrè: protesta e silenzi che durano da mesi
La nostra testata e il Panathlon Club denunciano da tempo il caso, ignorato dall’amministrazione. Oggi ci prova Giuseppe Milioti: “Offesa alla memoria della città”
La polemica sul cartellone pubblicitario installato allo stadio “Giuffrè” torna al centro del dibattito cittadino. A riaccendere i riflettori è il segretario cittadino della Democrazia Cristiana, Giuseppe Milioti, che denuncia la “profonda mancanza di rispetto” verso la memoria del Maestro Giuffrè, la cui targa commemorativa risulta coperta — o comunque deturpata — dalla struttura pubblicitaria collocata proprio davanti allo spazio a lui dedicato. Una protesta che non nasce oggi. Da mesi, infatti, il Corriere di Sciacca e il Panathlon Club Sciacca Terme segnalano pubblicamente l’incongruenza e l’inopportunità di quella collocazione, chiedendo un intervento immediato. Le loro sollecitazioni, però, sono rimaste senza risposta, in un silenzio che Milioti definisce “colpevole e incomprensibile”. “Una targa commemorativa non è un semplice elemento decorativo — afferma — ma un segno di riconoscenza e identità collettiva. Merita visibilità, decoro e rispetto”. Per il segretario DC, la presenza del cartellone davanti alla dedica allo storico Maestro rappresenta “un gesto inopportuno, se non offensivo”, che svilisce il significato stesso dell’intitolazione dello stadio.
Milioti chiede tre interventi immediati: lo spostamento del cartellone in un punto che non oscuri la targa; il ripristino del decoro dell’area dedicata al Maestro Giuffrè; una gestione più attenta degli spazi pubblici che custodiscono la memoria storica e culturale della città. La vicenda, che avrebbe potuto essere risolta con un semplice atto di buon senso, si è invece trasformata in un caso emblematico di incuria amministrativa. E mentre associazioni, cittadini e stampa locale continuano a chiedere un intervento, la targa del Maestro Giuffrè resta ancora parzialmente nascosta, in attesa che qualcuno decida finalmente di restituirle la dignità che merita.





