Caro gasolio: non è solo crisi pesca. Il vino bloccato nei serbatoi

vino da serbatoio

Gasolio alle stelle, noli marittimi in aumento e nuove tasse europee sulle emissioni: così la logistica paralizza le cantine e congela i ritiri già contrattualizzati

Camion fermi, serbatoi pieni e vino che non parte. È l’immagine che arriva dalla provincia di Trapani, dove le cantine si ritrovano ostaggio di un “costo del viaggio” tornato a pesare più del prezzo del prodotto. A denunciarlo sono stati produttori e cooperative riuniti a Mazara del Vallo nel tavolo convocato da Cia Sicilia Occidentale, un confronto urgente per misurare l’impatto di una crisi che non nasce nei vigneti ma lungo la filiera logistica. A incidere sono l’impennata del gasolio, gli extra-costi del trasporto su gomma e l’aumento dei noli marittimi, aggravati dalla crisi geopolitica nel Golfo e dall’entrata a regime del sistema ETS europeo, che dal 2026 tassa il 100% delle emissioni del trasporto marittimo. Un mix che colpisce in modo particolare le isole, dove ogni spostamento dipende da traghetti e rotte commerciali già appesantite da sovrattasse carburante. Il paradosso è che la vendemmia 2025 non ha generato surplus critici: la produzione nazionale è cresciuta dell’8%, restando in linea con la media degli ultimi anni, e le giacenze non mostrano squilibri. Eppure, con i magazzini pieni e i costi di trasporto in salita, molte cantine si ritrovano con vino venduto ma non ritirato. Ordini firmati vengono rinviati o rinegoziati, mentre ogni viaggio-cisterna rischia di erodere completamente il margine. Una crisi silenziosa, ma già capace di mettere sotto pressione la liquidità delle aziende e di trasformare l’ultimo miglio in una barriera che la filiera non può più permettersi.