CARNEVALE, “UN CARRO AL GIORNO”. IN GIRO TRA I CARRISTI. OGGI: “PUOI SOLO AMARLA”

Il tema si ispira ad uno slogan adottato dall’Assessorato del Turismo della Città di Sciacca

Il nostro reportage tra i carri allegorici saccensi giunge alla terza tappa. Fremono gli amanti della nostra festa. Cerchiamo di svelare qualcosa in più del pensabile. Artigiani e maestranze procedono veloci come dei missili nel lavoro.

L’impegno dei maestri d’arte e dei loro collaboratori deve essere svelato poco alla volta per enfatizzare la curiosità. Continuiamo il nostro viaggio e vi presentiamo il terzo carro in gara: “Puoi solo amarla”. Il carro è realizzato dall’Associazione “Archimede”. Il responsabile dell’Associazione è Francesco Bivona , autore dell’inno è Accursio Sclafani. Il copione di Russo Domenico, mentre la realizzatore dei costumi è di Vincenzo Maniscalco. Decoratore artistico Vincenzo Licata, curatore della coriografia Vincenzo Maniscalco.

Il tema si ispira ad uno slogan adottato dall’Assessorato del Turismo della Città di Sciacca, che capeggia su un cartellone posizionato nella piazza Angelo Scandaliato. La scritta ha ispirato il titolo stesso del carro: ”PUOI SOLO AMARLA, JUST LOVE IT”.

Può essere tale punto generalizzato a 360°. Esso può racchiudere l’amore per la famiglia,l’amore per il lavoro, l’amore per la moglie, l’amore per i figli,l’amore per tutto ciò che ci circonda. Il loro amore è solo uno, immutabile e incondizionato, quello per Sciacca. Come amor che si vuole, esso è frastornato non solo dalla gioia ma anche dal dolore che mai però vince sul Bene.

Il carro è sormontato da una sirena che tra sfumature marine e colori ardenti incarna la bellezza in tramutabile della nostra Sciacca. La tranquillità del suo vivere viene minacciata da un diavoletto realizzato al suo fianco che gode nel diffondere male e zizzanie. La nostra maschera tipica del Peppe Nappa è raffigurato in fiamme al di sotto.

Un buon Pulcinella, abitante forse della stessa Sciacca, non può restar a guardare ecco perché non esita a salvare il simbolo del nostro carnevale. A torno i cupidi,che tanto aspirano all’amore comune.

Il copione allegoricamente si presenterà sotto forma di sketch trattando temi di ampio argomento sociale. Spazieranno dalla politica allo sport per far emergere l’ambiguità dei sentimenti umani.

I saccensi amano quanto odiano. Amano e odiano lo stesso Carnevale, ma quando ritorna dopo due anni di assenza nella nostra terra improvvisamente unisce in un unico motto: “Puoi solo amarla”.

I costumi faranno danzare le meraviglie patrimoniali di Sciacca. Alcuni indosseranno le sembianze del mare, altri i perfidi diavoletti, altri ancora gli amorevoli cupidi, senza dimenticare le sirene dai toni del blu, del viola, del bianco e del corallo. 

Al carro lavorano 60 componenti di ogni fascia di età. Numerosi anche i ballerini per dimostrare l’eterna devozione sono 100 all’incirca.

Myriam Maglienti

Archivio Notizie Corriere di Sciacca


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