Carnevale di Sciacca, il dibattito si riaccende: tra rinnovi, costi e nodi irrisolti
In consiglio rinegoziazione del contratto, fondazione, ticket, controlli e ritorno in centro
Il Consiglio comunale di Sciacca ieri sera è tornato a discutere del Carnevale e dell’ipotesi di un terzo affidamento consecutivo alla Futuris, previsto nel contratto iniziale. In attesa dei dati su presenze ed entrate dell’edizione 2026, che la società ha 60 giorni per consegnare, i consiglieri Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò, che avevano presentato una mozione, hanno proposto di rinegoziare l’accordo a condizioni più favorevoli per il Comune. Sul tavolo sono riemersi i temi che accompagnano la festa: i costi a carico dell’ente, il progetto di una fondazione Carnevale e la possibilità di destinare una parte del ticket ai carristi. Il sindaco Fabio Termine ha ribadito la sua contrarietà al modello “fondazione”, ricordando che ad Acireale il Comune versa 600 mila euro l’anno per sostenerla. Si è discusso anche dei presunti controlli eccessivi ai varchi d’ingresso, delle date della manifestazione collocate in piena Quaresima e dell’ipotesi, rilanciata da Calogero Bono, di riportare la festa nel centro storico. Ma anche del saldo alle associazioni, che l’amministrazione starebbe definendo. Termine ha ricordato ancora una volta l’elenco delle prescrizioni di questura e prefettura che negli ultimi anni hanno reso impossibile replicare il Carnevale “di una volta”. La trattazione del punto è stata rinviata al 9 aprile, quando sarà presente anche il dirigente comunale Nando Rapisardi, chiamato a fornire ulteriori chiarimenti e valutare eventuali nuove richieste.





