Carburanti: il taglio delle accise non arriva ai distributori. Riduzioni lontane dai 20 cent
L’Unione Nazionale Consumatori denuncia ritardi e divari regionali: “Così gli automobilisti perdono il 15% del beneficio previsto”.
A tre giorni dall’entrata in vigore del taglio delle accise sui carburanti — 20 centesimi al litro, 24,4 considerando l’Iva — i prezzi alla pompa non riflettono ancora la riduzione attesa. Lo denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, sottolineando che “non solo il gasolio in autostrada resta sopra i 2 euro, ma nessuna regione ha applicato per intero il ribasso previsto”. Secondo l’associazione, i dati pubblicati dal Mimit sulle medie regionali in modalità self mostrano differenze ingiustificabili tra territori. Per la benzina, la riduzione effettiva oscilla dai –14,4 centesimi al litro della Campania ai –19,7 della Valle d’Aosta, con un divario di oltre 5 cent. Per il gasolio, si va dai –12,6 cent del Molise ai –18,6 della Valle d’Aosta, una forbice di 6 centesimi. Dona evidenzia come questi scostamenti non possano essere attribuiti al prezzo del greggio: “Se a fronte di un taglio delle accise valido solo 20 giorni c’è chi impiega più di tre giorni per adeguare i listini, significa che trattiene il 15% del beneficio destinato agli automobilisti. Un fatto grave, che il decreto non sanziona in alcun modo”. Né Antitrust né Guardia di Finanza, infatti, dispongono di strumenti aggiuntivi oltre alle sanzioni amministrative in caso di irregolarità. In autostrada, tra il 19 e il 21 marzo, la benzina self è scesa di 18,5 centesimi al litro (pari a 9,25 euro su un pieno da 50 litri), mentre il gasolio registra un calo di 15,8 cent (7,90 euro). La Campania risulta la regione meno virtuosa per la benzina, con una riduzione di soli 14,4 centesimi rispetto ai 24,4 teorici, mentre la Valle d’Aosta guida la classifica con –19,7 cent. Per il gasolio, il Molise segna il ribasso più contenuto (–12,6 cent), ancora una volta contro i –18,6 della Valle d’Aosta.





