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CARABOLLACE: QUANDO LA MAGISTRATURA SI FA GARANTE DELLA SICUREZZA PUBBLICA

Editoriale di Giuseppe Di Giovanna

Sembra una maledizione biblica. La strada statale Sciacca Agrigento non ci ha ancora fatto dimenticare le traversie del ponte Verdura, che già si precipita una nuova sventura.

Il ponte sul Carabollace è stato sequestrato dalla Procura della Repubblica di Sciacca. Per coloro che si trovano a percorrere la Sciacca Agrigento, magari giornalmente, ricomincia il martirio, per quanto sicuramente meno grave di quello che abbiamo finito di affrontare appena il mese scorso.

Vi è da chiedersi se è stato opportuno, per l’interesse collettivo, questo drastico provvedimento di sequestro. La risposta, purtroppo, non può che essere affermativa. Quando l’inefficienza amministrativa, e soprattutto politica, raggiunge gli estremi, non vi è altro possibile linguaggio se non quello giudiziario.

La situazione di pericolo in cui versa il ponte Carabollace, dopo il sacrificio di due vite, non ritengo potesse permettere soluzioni alternative. Purtroppo non è una situazione isolata. Un numero elevatissimo di viadotti della Strada Statale 115 si trova nello stesso stato del ponte Carabollace.

Urge un intervento drastico di manutenzione straordinaria che permetta la sostituzione dei vecchi guard-rail assolutamente inefficienti e che, soprattutto, preveda la revisione statica delle pile e delle travi, che manifestano gravi segni di ammaloramento.

Non posso che evidenziare e stigmatizzare l’assoluto silenzio di una classe politica, di ogni ordine, grado e colorazione, che pare non rendersi conto del rischio di isolamento assoluto in cui minaccia di sprofondare la città di Sciacca e che invece pare in ben altre faccende affaccendata.

In questo momento, non certo piacevole, non posso che esprimere la mia solidarietà umana e professionale per l’Ingegnere Tonti, Dirigente Regionale dell’ANAS, che dal momento del suo insediamento, a fine gennaio di quest’anno, ha continuato a vedersi cadere sul capo una tegola dietro l’altra, non certo per sua responsabilità diretta.

Certo è che bisogna agire in fretta. E’ necessario reperire immediatamente i finanziamenti per le ingenti opere di manutenzione straordinaria necessarie per la revisione dell’intero asse stradale. L’onere di tale reperimento non può che essere dell’intera classe politica, nessuno escluso. Non possiamo permetterci altri morti e non possiamo ritornare a percorrere le nostre strade a dorso di mulo.

Redazione Corriere

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