Autista agrigentino lascia a piedi un bimbo di 11 anni nella neve: “Ho sbagliato”
Il caso in Veneto. Il conducente si scusa: “Indicazioni aziendali rigide, ma avrei dovuto farlo salire”.
“Mi fa male il cuore, ho sbagliato. Chiedo scusa al bambino e alla sua famiglia”. Con queste parole Salvatore Russotto, 61 anni, originario della provincia di Agrigento, da decenni residente nel Bellunese, commenta l’episodio che ha fatto il giro d’Italia: il piccolo di 11 anni lasciato a piedi in mezzo alla neve dopo la scuola, lungo la tratta San Vito di Cadore–Vodo (Belluno). Russotto ricostruisce quei minuti concitati: il ragazzino era salito con un biglietto da 2,50 euro, ma l’autista gli aveva contestato la validità del titolo di viaggio, spiegando che serviva l’abbonamento o il pagamento elettronico. “L’azienda ci aveva dato disposizioni rigide: chi non ha un titolo valido deve scendere. Non ci hanno detto nulla sui minorenni. A mente fredda gli avrei pagato io il biglietto”. Il conducente racconta anche il clima teso di quella mattina, tra neve, traffico e un passeggero che lo avrebbe insultato per il suo accento meridionale. “Mi tremavano le gambe, ho chiamato il responsabile perché non ce la facevo più”. Ora Russotto dice di essere pronto ad assumersi ogni responsabilità, mentre il caso riaccende il dibattito sulla gestione del trasporto pubblico e sulla tutela dei minori in situazioni di emergenza.





