ARRIVA UN COMMISSARIO CARICO DI…STANGATE

Sarà indispensabile correggere la rotta del bilancio comunale con un innalzamento delle tasse

Con le dimissioni del sindaco arriva il commissario inviato dalla Regione. Non reciterà di certo un ruolo da comparsa. Affatto, il suo compito avrà un peso che i saccensi ricorderanno. Di certo non si limiterà a indire le elezioni entro il termine di legge. Il commissario quando si insedierà troverà sulla sua scrivania un quadro finanziario allarmante e segnato da due fatti di importante gravità: lo sforamento del patto di stabilità e il rilievo della Corte dei Conti sul bilancio comunale, esplicitato con una sentenza che non lascia margini a interpretazioni diverse dalla dura e cruda realtà che è quella di una situazione finanziaria comunale prossima al dissesto.

Il commissario avrà il compito di correggere l’andamento dei conti, e la via maestra e immediata è quella dell’aumento delle tasse che incidono direttamente sulle entrate comunali. Invierà, certamente, al Consiglio comunale una proposta contabile che sarà basata sull’innalzamento impositivo. Di fronte al rischio dissesto, il civico consesso difficilmente potrà tergiversare, o essere refrattario, di fronte ad atteggiamenti di responsabilità.

Dunque, prepariamoci a subire una stangata tra tasse e tributi. Mentre parte della città non riesce ancora a comprendere bene e pienamente la pesantezza di una realtà finanziaria, magari pensando a momenti ludici di massa, il vero grave e grande problema cui deve confrontarsi la classe politica è il quadro finanziario del Comune. E’ qui il nocciolo della questione, e nessun programma elettorale non può non tenerne conto. E’ qui che la classe politica e dirigente della città deve confrontarsi. Un confronto che non può escludere il senso dell’onesta e della lealtà nei confronti dei cittadini.

Di fronte tale quadro, appare assai evidente come esso necessita di uno sforzo straordinario, di una fase politica anch’essa straordinaria. Di fronte una situazione straordinaria, la città ha la necessità di essere spinta su una rotta di navigazione attraverso la costituzione di una plancia di comando ampia, che metta da parte atavici risentimenti e ambizioni personali, lotte intestine, le quali oltre a caratterizzare la nostra città le recano un danno di ingenti proporzioni.

Nessuna si illuda, oggi, di avere la possibilità di risanare il quadro finanziario comunale senza un ampio ventaglio di convergenza. Un governo di “salute pubblica” appare adeguato a fronteggiare una situazione straordinaria. Altrimenti, fra qualche mese ci ritroveremo di fronte una scena già vista e della quale la città non sente assolutamente il bisogno di replica.

In tale contesto è necessario eleborare nuove proposte amministrative, straordinarie che siano ma necessarie, che devono trovare residenza oltre parametri politici e partitici datati rispetto alle emergenze della città.

Chi immagina di “raddrizzare” il tiro di una rotta finanziaria puntata sul dissesto da ambiti politici limitati, non solo fa male i conti ma fa male alla città, oltre che a se stesso.

 

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