Crisi idrica e autobotti: la Procura richiama tutti al rispetto della legge - Corriere di Sciacca

Crisi idrica e autobotti: la Procura richiama tutti al rispetto della legge

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Il Procuratore di Agrigento Giovanni Di Leo richiama istituzioni e trasportatori: “L’acqua è un servizio essenziale, si rispettino le regole”

La crisi idrica nell’Agrigentino è ormai una frattura sociale. Le autobotti ferme per la protesta dei trasportatori – contrari alle nuove regole Aica su tracciabilità e contratti regolari – hanno lasciato interi quartieri senz’acqua. Nemmeno la proroga al 9 novembre ha riportato calma: cittadini esasperati, istituzioni divise, rimpalli continui. In questa complessa situazione, è intervenuto il Procuratore di Agrigento, Giovanni Di Leo, che richiama tutti alla legge. Il servizio idrico, ricorda, è essenziale e può essere gestito solo con forniture tracciate, controllate e regolari. Ogni deviazione è reato e, se l’acqua è insalubre, mette a rischio la salute pubblica. Un messaggio diretto tanto ai Comuni quanto agli operatori. Il monito arriva mentre alcuni amministratori attaccano Aica e chiedono le dimissioni del CdA, lo stesso nominato dai sindaci nel 2025. L’azienda, guidata da Danila Nobile, difende la linea: niente prelievi senza ticket e niente ticket per chi non ha un contratto. Di Leo richiama anche le responsabilità sulle aree abitative irregolari: gli abusi edilizi non possono diventare alibi per derogare alle norme sulla qualità dell’acqua. Chi deve vigilare risponderà delle omissioni. Intanto la Regione interviene con le proprie autobotti, affiancate dal volontariato e dalla Polizia Municipale. Una toppa, non una soluzione. La Procura mette un punto fermo: basta ambiguità. Amministratori, imprese e cittadini devono rientrare nel perimetro della legalità. L’acqua non può restare ostaggio di proteste e ritardi.

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