Galleria Belvedere, 4 anni di lavori per mettere in ginocchio la città. 18 mln di euro per un progetto che può avere una alternativa
“Era già tutto previsto”, è il meraviglioso brano di Riccardo Cocciante del 1975. E lo prendiamo in prestito per prospettare ciò che accadrà con la chiusura della galleria Belvedere per la demolirla e ricostruirla
SCIACCA- La SS 115, tutta la zona del Ferraro e della Seniazza, quella ancora che sarà interessata alla viabilità obbligata con la chiusura della galleria Belvedere. Un imbuto dalle proporzioni bibliche dovuto alla concentrazione del gigantesco flusso veicolare formato da mezzi pesanti e mezzi ordinari. Diventa ancora più spaventoso il disagio in considerazione del lungo periodo interessato ai lavori, 4/5 anni. Non si tratta di un paio di mesi, si tratta di un periodo che di solito rappresenta la restituzione di un prestito dilazionato in 60 mesi di rate: non finisce mai. Mentre il mondo intero si adopera per ridurre le gallerie e trovare soluzioni moderne grazie alla straordinaria evoluzione dell’ingegneria, l’Anas a Sciacca preferisce intestardirsi su un dispendioso progetto senza accogliere l’idea di un progetto alternativo, meno costoso, risolutivo in un periodo molto più ridotto rispetto alla demolizione e alla ricostruzione della stessa galleria Belvedere.
Una galleria sopra la quale non ci sono vette dolomitici da forare, presenza di abitazioni, strade. Esistono solo quattro sfogatoi di fumo, in caso di incendio in galleria. Una galleria che non ha più significato di esistere e di ricostruirla. L’amministrazione comunale, l’ufficio tecnico comunale, ha, nel corso di questi anni interloquito con l’Anas. Purtroppo senza avere la forza di imporre all’Anas un progetto alternativo rispetto a quello già confezionato dalla stessa azienda statale e sul quale non vuole cambiare idea. Il progetto è pronto e questo dobbiamo realizzare. E’ il mantra dell’Anas. Il Consiglio comunale ha posto una serie di domande all’ufficio tecnico comunale competente, e nel corso dell’ultima seduta consiliare, attraverso le risposte, a volte poco esaustive del dirigente, ci siamo convinti ancor di più che il progetto dell’Anas ha una alternativa che essa stessa ha già messo in atto in altre zone. Quella più vicina a noi si trova sulla Fondovalle per Palermo all’altezza di Giacalone (nella foto alla fine dell’articolo) e che può rappresentare la vera alternativa alla demolizione e ricostruzione della galleria Belvedere. Non una galleria, ma una soluzione con un cavalcavia ad un’unica campata di circa 20 metri per superare la statale con la via Alcide De Gasperi. Al fine di contenere il terreno che “spinge” sulla statale, potevano prevedersi le due paratie tirantate con delle file di travate (vedi proprio la tipologia sulla Palermo-Sciacca, svincolo Giacalone) che “resistessero” alla spinta laterale del terreno. Una soluzione che abbatte anche la questione acustica con pannelli fonoassorbenti laterali ed eventualmente se necessario anche le “coperture fonoassorbenti a tunnel aperto”. Insomma, l’ingegneria (non quella extraterrestre) è nelle condizioni di offrire una alternativa all’arcaica e non necessaria demolizione e ricostruzione della galleria Belvedere.
Accanto ai tempi troppo lunghi, almeno 4 anni, l’Anas adotta un progetto costosissimo: 16.451.807,91 per un tratto di galleria di 260 metri; costi che lieviteranno poiché risalgono al 2021 e nel frattempo sono lievitati, anche in funzione con le realtà bellioche che il mondo vive, anche quello vicino a noi.
Il Consiglio comunale ha convocato il direttore dell’Anas a Sciacca, in una seduta consiliare, per chiedere lumi. Non basta, il Consiglio comunale deve andare oltre, a tutela della città di Sciacca, della sua economia, delle centinaia di attività che gravitano attorno alla vasta zona interessata alla viabilità alternativa in vista della chiusura della galleria Belvedere. Il Consiglio comunale deve essere in prima fila a difesa della città. Deve essere in grado di dimostrare all’Anas che l’alternativa a quel micidiale progetto dalla durata di almeno 4 anni esiste e può realizzarsi.
Era già tutto previsto è la meravigliosa canzone di Riccardo Cocciante. Quando la galleria sarà chiusa e sarà operativa la viabilità alternativa, si formerà un imbuto di traffico spaventoso. Ci saranno disagi, ci saranno lamentele, purtroppo, in ritardo. Noi, del Corriere di Sciacca, potremmo urlare e più non posso che era già tutto previsto. Ma i danni saranno riverberati sulla città, sulle attività, sull’economia. E avranno come genitori l’Amministrazione comunale e il Consiglio comunale
Altra questione, con il progetto attuale dell’Anas, è cosa doveva (dovrebbe) rimanere a servizio della città. Ci riferiamo alle due rotatorie e alle due viabilità che dopo i lavori della galleria dovrebbero essere demolite e ripristinato tutto allo stato attuale di oggi. Cosa grave perché il PRG prevedeva anche queste soluzioni e dopo i soldi spesi da Anas, soldi pubblici, per costruire queste strade/rotatorie, dovevano rimanere al servizio del Comune ed eventualmente utilizzate in caso di nuovi problemi sulle gallerie. Anche nel caso di incidenti in galleria potrebbero essere sempre utilizzate. In particolare nell’imbocco lato Agrigento sono previste due bretelle laterali che dalla statale salgono su via De Gasperi dove dovrebbero confluire in una rotatoria simile a quella prevista nel PRG. Perché non lasciarle al servizio della città? Nell’imbocco lato Trapani é prevista una rotatoria per smistare il traffico in entrata su via Cappuccini, rotatoria similare a quella prevista nel PRG, perché non lasciarle al servizio della città?
Sono tanti gli interrogativi da porre all’Anas, ad iniziare dalla vera motivazione di intestardirsi al progetto di demolizione e ricostruzione. Il Consiglio comunale e l’Amministrazione comunale hanno una responsabilità enorme. E se come ripetono in aula consiliare, vogliono “il bene della Città”, facciano le barricate per costringere l’Anas a realizzare un progetto alternativo alla demolizione e ricostruzione della galleria Belvedere. La soluzione c’è. Manca solo la buona volontà. Una cosa è certa, i danni e i disagi che subirà Sciacca saranno giganteschi. L’unico che ha avuto la visione reale di ciò che Sciacca vivrà nei quattro anni di chiusura della galleria è stato l’assessore Gianluca Fisco che purtroppo lasciò la giunta. Da allora, vige il buio associato ad una improvvisazione deleteria. L’Amministrazione comunale, per come ha detto il dirigente dell’Ufficio tecnico comunale, ha avuto diverse interlocuzioni con l’Anas, cocnoscendo nei particolari il progetto. Nessuna opposizione, nessuna rimostranza in funzione dei quattro anni di disagi biblici per la città.
A muoversi è stato il Comitato Civico per la Salute di Sciacca. Ma la posizione del Comitato è stata quasi derisa. Vedremo tra poco cosa accadrà, responsabilità comprese.







