Frontex, giornata di fuoco nel Canale di Sicilia
Un solo volo, tre operazioni: pesca illegale, nave alla deriva e migranti intercettati
Non è stato un pattugliamento di routine quello compiuto il 21 marzo da un velivolo Frontex nel Canale di Sicilia. In poche ore, l’equipaggio ha trasformato una missione di sorveglianza in un’operazione a più livelli, intervenendo su pesca illegale, sicurezza della navigazione e monitoraggio dei flussi migratori. All’alba, i sensori di bordo individuano due pescherecci intenti a praticare pesca a strascico in acque italiane, in un’area protetta al largo di Lampedusa. Scatta il protocollo di cooperazione: Frontex allerta Guardia Costiera, Guardia di Finanza ed Efca. Alle 09:24 una delle imbarcazioni viene intercettata e sequestrata, insieme a 80 metri di rete illegale e circa sette quintali di pescato. Ripreso il volo, l’aereo individua una gigantesca metaniera alla deriva, probabilmente la russa Arctic Metagaz, trasformata in un pericoloso “proiettile vagante” per la navigazione. La segnalazione immediata alle autorità italiane consente di avviare le procedure di messa in sicurezza, evitando un potenziale incidente in una delle rotte più trafficate del Mediterraneo. La giornata si chiude con l’avvistamento di due piccole imbarcazioni con oltre 40 migranti a bordo. Anche in questo caso, il monitoraggio aereo permette di attivare tempestivamente i soccorsi. Un’unica missione ha così mostrato quanto il Mediterraneo centrale sia oggi un crocevia di emergenze sovrapposte: criminalità ambientale, rischi industriali e vite in pericolo che si intrecciano nello stesso tratto di mare.





