Nuovi servizi turistici nella location della serie Makari: ora la Regione frena

makari luogo e protagonista

L’intervento ricade all’interno di aree interessate dalla presenza di un habitat prioritario che i piani di gestione individuano come “Oasi ecologica Litorale San Vito e Custonaci” finalizzata a tutelare gli habitat rupicoli e costieri, le specie dell’avifauna, le specie marine e del litorale roccioso.

Il servizio “Riserve naturali, aree protette e turismo ambientale” della Regione Siciliana dice no al progetto per la gestione dei servizi turistici ed altri servizi accessori nelle aree delle località Macari e Castelluzzo a servizio della zona di balneazione. Un giudizio netto. Un punto a favore degli ambientalisti che da mesi contestano l’iniziativa del Comune di ampliare l’offerta turistica in una delle aree di costa più belle del territorio trapanese. Si tratta di uno degli approfondimenti voluti dall’assessorato regionale territorio e ambiente, decisi dopo la decisa protesta di diverse associazioni alla “VincA”, la Valutazione di Incidenza Ambientale concessa dallo stesso assessorato. L’audizione del servizio che si occupa delle riserve naturali (l’area è compresa tra le riserve naturali dello Zingaro e del Monte Cofano) ha determinato dunque un parere negativo, con una valutazione anche piuttosto chiara: “il progetto non è compatibile con la naturalità dei luoghi, con la finalità di istituzione delle Aree Naturali Protette, con i Piani di Gestione e nemmeno con le misure di sonservazione da attuare. Era uno degli aspetti che l’assessorato guidata da Giusy Savarino ha voluto approfondire quando, dopo le proteste, ha promesso un riesame approfondito. Non poteva fare diversamente dopo che oltre 7.000 persone hanno firmato contro il progetto che prevede servizi turistici, parcheggi e strutture temporanee, descritto come “la trasformazione del paradiso naturale in un “luna park”. L’intervento ricade all’interno di aree interessate dalla presenza di un habitat prioritario che i piani di gestione individuano come “Oasi ecologica Litorale San Vito e Custonaci” finalizzata a tutelare gli habitat rupicoli e costieri, le specie dell’avifauna, le specie marine e del litorale roccioso. Per il servizio “Riserve naturali, aree protette e turismo ambientale” della Regione Siciliana, “la realizzazione di questi vastissimi parcheggi e del teatro, andrebbero ad interferire con la sopravvivenza dell’habitat prioritario, importante anche per l’avifauna”. Anche la proposta progettistica non viene condivisa: “Il progetto è mancante delle specifiche costruttive, dei mezzi da utilizzare in fase di cantiere, il limite e la quantificazione quanto già realizzato e quanto da realizzare, il calcolo relativo alla pressione antropica attuale e in fase di esercizio degli interventi”. Ma c’è dell’altro nella relazione che fornisce un netto parere negativo: la realizzazione dell’opera non terrebbe conto dell’intercettazione del “Sentiero Zingaro – Cofano”, che si svolge all’interno della Regia trazzera e che è in esercizio da più di 15 anni: “Una simile opera – si legge ancora – è in palese contrasto con il sentiero realizzato e le sue finalità; gli interventi proposti, e parzialmente realizzati, interromperebbero la continuità del ecologico realizzato dalla presenza delle due ZSC”. L’ultimo aspetto che il servizio “Riserve Naturali” ha voluto sottolineare, emerge da un esame fotografico: “Dalla consultazione delle foto aeree storiche e attuali, si evince che almeno fino al 2010 i parcheggi non esistevano e le aree erano integre”. Ci sarebbero poi diverse opere di diversa natura dislocate sull’areale in esame, l’incidenza di ciascuna di esse e tutte nella loro complessità non sono state oggetto di valutazione. Il parere tecnico è però un altolà netto: il progetto del Comune di San Vito Lo Capo, che il sindaco, con il sostegno di residenti ed operatori del luogo, ha difeso ritenendolo necessario per ordinare il turismo e fornire servizi, sostenendo che le informazioni diffuse siano “distorte”, viene giudicato incompatibile con la naturalità dei luoghi e con le finalità delle aree protette. Un giudizio severo che rafforza le ragioni degli ambientalisti.