La Cei sulla visita del Papa a Lampedusa: «L’Europa costruisce muri lui viene a sostenere chi difende dignità e diritti»
Le parole dei vescovi Perego e Raspanti: “Nel Mediterraneo le tragedie continuano a consumarsi nell’indifferenza“
La visita di Papa Leone XIV a Lampedusa riaccende l’attenzione sul Mediterraneo e sulle sue ferite più profonde. Un viaggio che, come sottolinea monsignor Gian Carlo Perego, presidente della Commissione Cei per le migrazioni e della Fondazione Migrantes, «dice una continuità di attenzione all’isola al centro degli sbarchi di migranti del Mediterraneo tra Francesco, che la visitò nel 2013, e Leone». Perego ricorda come entrambi i Pontefici abbiano scelto Lampedusa all’inizio del loro ministero per «segnalare il dramma delle migliaia di morti nel Mediterraneo in questi anni, e già centinaia anche in questo anno». Una tragedia che, denuncia il presule, continua a consumarsi «nell’indifferenza dell’Europa, che preferisce costruire muri piuttosto che ponti tra le due sponde dell’Europa e dell’Africa». Accoglienza e gratitudine emergono invece dalle parole di monsignor Antonino Raspanti, presidente della Conferenza episcopale siciliana. «Le Chiese di Sicilia sono veramente gioiose e grate di questa visita del successore di Pietro alla nostra terra, a quella nostra piccola isola che tanta sofferenza vede giorno per giorno», afferma il vescovo di Acireale. Per Raspanti, la presenza del Papa rappresenta un sostegno concreto «alla Chiesa e a tutte le persone che vogliono continuare a proclamare la dignità della persona umana e i diritti, a riconoscere il male, le strutture di peccato, quei sistemi che ancora oggi si coalizzano per distruggere e continuano a distruggere tante persone, a procurare dolore, sofferenza infinita». Il suo messaggio si chiude con un ringraziamento che è anche un’attesa carica di significato: «Grazie Papa Leone, l’attendiamo con gioia».





