Il Carnevale si “mangia” ancora l’imposta di soggiorno
Il fondo nato per il turismo usato come bancomat: coperti con il “tesoretto” oltre 56mila euro tra soccorsi e servizi sanitari
Anche quest’anno il Carnevale di Sciacca attinge a piene mani dall’imposta di soggiorno. Una consuetudine ormai strutturale, al di là di quale sia il colore politico di chi governa la città: il fondo che dovrebbe sostenere politiche turistiche viene puntualmente “vandalizzato” per coprire spese che con il turismo hanno un legame sempre più labile. La norma è elastica, certo, e consente ai Comuni turistici di utilizzare il gettito per interventi “connessi” alla promozione del territorio. Ma l’elasticità, a Sciacca, è diventata un’autostrada. Sono già stati formalizzati i primi impegni di spesa per l’organizzazione generale della popolare festa per ciò che è di competenza comunale. Il più consistente riguarda 39.900 euro destinati alle Squadre di Soccorso Tecnico Search and Rescue – Sciacca OdV, finanziati interamente con l’imposta di soggiorno, per garantire assistenza durante sfilate, eventi in piazza e fasi di montaggio dei carri allegorici. A questi si aggiungono 16.956 euro assegnati alla Croce Rossa Italiana – Comitato di Agrigento, sempre prelevati dal medesimo fondo, per assicurare ambulanze, personale medico e infermieristico, soccorritori e presidi sanitari nelle giornate clou della manifestazione. In totale, oltre 56mila euro sottratti al capitolo che dovrebbe sostenere servizi e infrastrutture turistiche. Il Carnevale resta un evento identitario e attrattivo, ma ancora una volta a pagare è il “tesoretto” dei visitatori, dei turisti, trasformato di fatto nel salvadanaio permanente delle emergenze organizzative.





