Washington riduce i dazi: salva la pasta italiana

Ridotte drasticamente le aliquote antidumping: per La Molisana si passa dal 91% al 2% per Garofalo al 13,98 e al 9,09 per altri 11 produttori

Buone notizie dagli Stati Uniti per uno dei simboli della cucina italiana, la pasta. Il Dipartimento del Commercio ha diffuso una valutazione post‑preliminare che riduce in modo significativo i dazi antidumping fissati a settembre. Le aliquote scendono dal 91,74% al 2,26% per La Molisana, al 13,98% per Garofalo e al 9,09% per altri undici produttori. A comunicarlo è la Farnesina, che parla di un riconoscimento della collaborazione delle aziende italiane e dell’efficacia del sostegno garantito dal Governo. Negli ultimi mesi si era temuto un possibile stop alla pasta italiana negli Usa, con dazi ipotizzati fino al 107% e tredici marchi coinvolti. Le imposte, tra le più alte mai applicate da Washington, derivavano dalla combinazione tra una tariffa base del 15% sui prodotti europei e un dazio punitivo del 92% per presunto dumping, ossia esportazioni a prezzi inferiori rispetto ai concorrenti americani. Una vicenda che ora sembra rientrata. Soddisfatto il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che rivendica il lavoro svolto insieme alle istituzioni italiane e all’ambasciata: un impegno che, sottolinea, ha contribuito al forte ridimensionamento delle tariffe e alla tutela dei produttori italiani.