Vocazioni in fuga: due sole suore e il monastero rischia di scomparire

Dietro le grate dell’antico cenobio di San Michele a Mazara, sono rimaste soltanto due monache...

Dietro le grate dell’antico cenobio di San Michele a Mazara, sono rimaste soltanto due monache anziane, troppo poche per garantire continuità alla vita contemplativa.

MAZARA DEL VALLO. Senza nuove vocazioni, la vita contemplativa si assottiglia e perde voce. La sopravvivenza del monastero di clausura di San Michele di Mazara del Vallo è appesa a un filo. Oggi, dietro le grate dell’antico cenobio, sono rimaste soltanto due monache anziane, troppo poche per garantire continuità alla vita contemplativa. Una situazione che il Vescovo, monsignor Angelo Giurdanella, definisce senza esitazioni “preoccupante”. Per questo, già due mesi fa, il presule ha inviato una richiesta formale alla badessa madre Stefania Robione, osb, del monastero di Santa Maria di Rosano, in Toscana. L’appello è quello di inviare alcune religiose a Mazara per sostenere e rivitalizzare la comunità, evitando così la prospettiva, definita “dolorosa”, della soppressione del monastero. Ma la risposta tarda ad arrivare. E le difficoltà che emergono da Rosano rischiano di trasformare l’urgenza in emergenza. “Alla luce di questa situazione — afferma il Vescovo — sentiamo con forza il bisogno di affidarci alla preghiera fiduciosa e perseverante del Popolo di Dio”. Da qui l’iniziativa “Custodire un dono”, un invito rivolto a tutta la diocesi a unirsi in un’intensa preghiera comunitaria, affinché “il Signore illumini i cuori, sostenga le decisioni necessarie e renda possibile quanto ho chiesto”. I monasteri femminili, un tempo presidi silenziosi di spiritualità e cultura, oggi si svuotano lentamente, consumati dall’assenza di nuove vocazioni e dall’invecchiamento delle comunità. Il caso di Mazara del Vallo, con appena due religiose rimaste, racconta una fragilità che riguarda decine di realtà italiane: luoghi che rischiano di spegnersi senza clamore. Giurdanella non nasconde il ruolo che il monastero ha nel territorio mezarese: “La presenza delle monache contemplative è un dono prezioso e insostituibile per la vita spirituale della nostra Chiesa locale, una sorgente silenziosa ma feconda di grazia per tutti”. Un dono che, oggi, rischia di spegnersi. E che il Vescovo, con determinazione, prova a custodire prima che sia troppo tardi.

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