UniCredit apre alle assunzioni per donne vittime di violenza
Nel nuovo accordo anche 494 ingressi nel 2026 e un ricambio generazionale che coinvolgerà la Sicilia.
UniCredit, erede del Banco di Sicilia, è oggi la prima banca italiana ad assumere donne vittime di violenza o familiari di vittime di femminicidio. Una scelta che rafforza il valore dell’indipendenza economica come strumento di libertà e contrasto alla sottomissione domestica. La misura rientra nell’accordo firmato a Milano a fine 2025 da Ilaria Dalla Riva e dai sindacati Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin, nell’ambito della nuova tornata di esodi volontari e dell’applicazione del protocollo Abi contro la violenza di genere. «L’accordo – spiega Rosario Mingoia, Uilca UniCredit – consentirà l’accoglimento delle domande di esodo con finestra pensionistica tra agosto 2030 e gennaio 2031 e garantirà un ingresso per ogni uscita». Previsto un ricambio generazionale con 494 nuove assunzioni, diverse decine in Sicilia. Nel 2026 entreranno 436 giovani, mentre 58 posti nel triennio 2026-2028 saranno riservati a donne vittime di violenza o figli di vittime di femminicidio. È inoltre prevista una nuova possibilità di uscita volontaria per circa 1.300 dipendenti. Per Dalla Riva, l’adozione del protocollo «è un segnale concreto di inclusione e tutela dei diritti». Soddisfatta anche la Fabi: «UniCredit trasforma i principi in azioni reali, offrendo dignità e autonomia a chi esce dalla violenza».





