Territorio fragile: Controcorrente critica superficialità del governo cittadino

frane sciacca

“Chi dovrebbe controllare appare più impegnato in equilibri politici che nella sicurezza dei cittadini”

L’immagine del catasto frane ISPRA parla chiaro: Sciacca è da sempre un territorio fragile, segnato da decine di aree a rischio lungo la costa e dentro il centro urbano. Nulla di nuovo, nulla di imprevedibile. È tutto documentato da anni. Eppure, il 5 febbraio è arrivata l’ennesima conferma di un territorio lasciato a sé stesso: sessanta metri di ringhiera crollati in un tratto già noto per la sua instabilità. Non una fatalità, ma il risultato di rinvii continui, inerzia amministrativa e assenza totale di programmazione. Dal Cansalamone al costone delle Terme, da via Lido a Capo San Marco, il territorio cede pezzo dopo pezzo, come mostrano le mappe ISPRA. Alle buche infinite si sommano le perdite idriche, mentre nuove transenne spuntano ogni giorno. Non sono emergenze: sono diventate la normalità del degrado. Intanto, chi governa e chi dovrebbe controllare appare più impegnato in equilibri politici che nella sicurezza dei cittadini. I fondi PNRR per il dissesto ci sono, ma la Regione procede lenta, senza visione. E la gestione dell’emergenza resta insufficiente: intervenire dopo un crollo non è governare, è inseguire i disastri. Ora arriva il Carnevale, pronto a distrarre tutti per qualche settimana. Ma mentre scorrono carri e sasizza, la città continua ad affondare. Le mappe ISPRA lo dicono da tempo. Ignorarle non è più incompetenza: è irresponsabilità politica.