Terremoto del Belìce, due giorni di memoria: Santa Margherita e Montevago ricordano le vittime e celebrano la rinascita
GENNAIO 1968 - SICILIA - TERREMOTO NELLA VALLE DEL BELICE, DISTRUZIONE, MACERIE, CATASTROFE, ANNI 60, B/N, ITALIA, 03-00007062
Cerimonie, conferimenti, inaugurazioni e una fiaccolata per non dimenticare la ferita che cambiò per sempre il territorio
Due comunità unite dalla stessa ferita e dalla stessa volontà di non dimenticare. A Santa Margherita Belice e Montevago oggi e domani si svolgono una serie di iniziative per commemorare l’anniversario del devastante sisma che sconvolse il Belìce, unendo memoria, riconoscenza e impegno civile.
Santa Margherita Belice: il ricordo e il riconoscimento
Alle 12, nel quartiere Pasotti, Santa Margherita Belice si raccoglie attorno alla cerimonia dedicata alle vittime del terremoto. Un momento solenne che sarà accompagnato dal conferimento della cittadinanza onoraria a due figure simboliche della lunga battaglia per la ricostruzione:
- Il senatore Vito Bellafiore, memoria storica delle lotte per la rinascita del territorio.
- Il giornalista Rai Maurizio Diliberto, che con i suoi servizi raccontò al Paese il dramma vissuto dalla popolazione e che, anche personalmente, offrì sostegno ai cittadini colpiti.
Le celebrazioni proseguiranno nel pomeriggio al Museo della Memoria, luogo che custodisce testimonianze e ferite ancora vive nella storia collettiva.
Montevago: la Chiesa Madre rinasce
A Montevago, alle 11, sarà inaugurata la vecchia Chiesa Madre, restituita alla comunità dopo anni di attesa. La celebrazione eucaristica sarà presieduta dall’arcivescovo Alessandro Damiano, seguita dall’intitolazione della piazza all’ex arciprete Antonio Migliore, figura molto amata e punto di riferimento spirituale nel periodo post-sisma.
La fiaccolata della memoria
Nel pomeriggio, alle 18, Montevago si illuminerà con la tradizionale fiaccolata:
- deposizione di una corona di fiori in ricordo delle vittime,
- corteo verso il Giardino della Memoria,
- sosta nella piazza dedicata all’arciprete Migliore, dove sarà letto il brano “Tra i ruderi e la luce” interpretato da Salvatore Monte.
Un percorso simbolico che unisce dolore e speranza, passato e futuro, in un territorio che continua a trasformare la tragedia in forza collettiva.





